27 Marzo 2026

Molestatore di Paternò, si torna in aula per un nuovo processo

Molestatore di Paternò, si torna in aula per un nuovo processo

Si sono verificati, a maggio del 2025, fatti che hanno sconvolto la vita della comunità di Paternò. Un ragazzo extracomunitario, improvvisamente, ha cominciato a fermare numerose ragazze, alcune delle quali minorenni, agendo contro il loro consenso nel tentativo di baciarle. L’uomo tornerà in aula per un nuovo processo.

Nel 2025, la stampa regionale e provinciale ne ha parlato ampiamente, con numerosi articoli di giornale, alcuni provenienti da agenzie di stampa, facendo riferimento a un grave atto di violenza sessuale aggravata, con tanto di lesioni personali, così come si legge anche in un lancio Ansa, ad esempio. Ad avere compiuto gli atti in questione un cittadino nordafricano di vent’anni circa.



Stiamo parlando di Siou Fares, già noto nella comunità paternese perché impegnato come bracciante agricolo.

Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata dopo l’accaduto, l’uomo in questione ha aggredito e molestato diverse ragazze, tra le quali appunto minorenni, mentre si trovavano in strada, costringendole a subire baci forzati. Secondo quanto riferito, poi, alcune vittime sarebbero state persino schiaffeggiate.

Successivamente, l’uomo è stato fermato, rischiando persino il linciaggio da parte dei passanti, che lo hanno accerchiato inveendo contro di lui con un vero e proprio pestaggio. A salvarlo sono stati i carabinieri della stazione locale, che lo hanno preso in custodia e successivamente hanno convalidato il fermo, con trasferimento nel carcere di Piazza Lanza a Catania, dove si trova attualmente detenuto.

Molestatore di Paternò: il nuovo processo

Quel giorno di maggio nel comune di Paternò la situazione è subito sfuggita al controllo, qui si sono vissuti momenti di altissima tensione proprio derivanti dall’atto di aggressione, i passanti sono intervenuti fermando Fares con la forza, strappando le vittime dal bacio imposto con la forza.

Il ragazzo nordafricano, poi, secondo quanto sostenuto anche dalla difesa, in quel momento pare si trovasse in stato confusionale. La sua azione partiva nel momento in cui fermava le vittime pretendendo di essere baciato, secondo quanto sostenuto, ma al minimo accenno di reazione questi si dava immediatamente alla fuga. Ad ogni modo, il ventenne è stato già condannato in primo grado per violenza sessuale di lieve entità. Tenendo conto di quanto successo, infatti, il giudice, riconoscendo le attenuanti, ha ridotto la pena da sei a tre anni la pena.

La difesa, sostenuta dall’avvocato Sergio Gianninò, tornerà in aula il prossimo 31 marzo per un ulteriore procedimento per fatti analoghi, ma con persone offese differenti, commessi il giorno prima dell’arresto

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino