20 Marzo 2026
Stazzo quello che ne rimane dopo Harry: speranza, rovine e un porticciolo distrutto

Si torna a parlare nuovamente dell’uragano Harry, di ciò che ha lasciato in Sicilia e della ripartenza di Stazzo… se di ripartenza si può davvero parlare.
Quello che è successo lo scorso gennaio è una calamità naturale di dimensioni che, purtroppo, non si potevano prevedere fino in fondo. L’allerta meteo è stata diramata abbastanza in fretta per fermare tutto: scuole chiuse, centri commerciali chiusi, molte aziende hanno optato per lo smart working, ecc. Era attivo solo il necessario: quelle filiere produttive e quei settori che non possono essere fermati facilmente perché ritenuti essenziali.
Bisogna prestare moltissima attenzione, però, a ciò che è accaduto durante la bufera dell’uragano Harry, perché è quello che realmente rimane ai cittadini, al di là dei riflettori puntati per giorni da stampa e media.
Sono stati raccontati episodi di vario tipo, mostrate immagini strazianti e testimonianze diventate immediatamente “virali”. La ciliegina sulla torta, poi, è arrivata con il dramma di Niscemi: una frana che ha portato via gran parte di un paese, case perse, vite quotidiane spezzate dall’incertezza del futuro e dalla ricerca di una nuova abitazione dove vivere.
Dopo Harry, a Stazzo cala il silenzio
Non è un’esagerazione dire che dopo l’uragano Harry ciò che ne rimane è devastazione. Fortunatamente l’uragano non ha fatto vittime, ma i tempi di ripartenza sono lenti. Forse anche fin troppo lenti. I primi aiuti sono arrivati dalla Regione: la possibilità di accedere ai fondi per contribuire alle ristrutturazioni, prime risposte per quanto riguarda i cittadini di Niscemi e, in mezzo, la lunga attesa per capire come le città dovranno provvedere ai danni che l’uragano ha fatto, e non solo.
Un esempio pratico e lampante per capire quanto stiamo dicendo è rappresentato proprio dalla cittadina di Stazzo, in provincia di Catania, molto conosciuta dai turisti per l’affaccio sul mare, i ristoranti che servono specialità di pesce e non solo, ma anche per le piccole e grandi attività: imprenditori che hanno deciso di investire avviando case vacanze e altre tipologie di attività.
Adesso che siamo a marzo 2026, le incertezze aumentano sempre di più: sarà possibile riavviare le proprie attività? Sarà possibile rientrare nelle abitazioni che sono state “sfregiate” e che si trovavano sul lungomare? Sarà, inoltre, possibile sperare in una stagione estiva 2026 proficua, da un punto di vista di guadagni e non solo?

Stazzo dopo Harry – FreePressOnline
Quello che rimane di Stazzo oggi…
Una lunga serie di domande, quelle che abbiamo posto precedentemente, alle quali però non sembra possibile dare una risposta immediata. Tutto sembra essersi fermato al post-uragano Harry. Le abitazioni private e quelle destinate agli affitti a medio e lungo periodo sono state messe in sicurezza: accessi bloccati con sbarre di legno e, davanti ad altri immobili, sono presenti anche le impalcature, segno che qualche lavoro sta per essere messo in atto.
Il porticciolo, purtroppo, è distrutto: pieno di detriti che raccontano senza parole ciò che è rimasto di quei giorni di paura, quando la furia del mare si è inoltrata per le vie della città. Ed è proprio qui che bisogna concentrare l’attenzione: su come città come Stazzo, che nonostante tutto continuano ad accogliere turisti nel weekend e non solo, abbiano bisogno di ripartire, di credere che tutto possa tornare alla normalità.
Senza mai dimenticare i piccoli imprenditori e non solo, che a Stazzo hanno visto un’opportunità di investimento e che oggi temono che la ripartenza sia solo un abbaglio, buono per gli occhi ma non ancora per la vita reale.





