19 Marzo 2026

Omicidio a Carlentini, Privitera fu ucciso e poi bruciato

Omicidio a Carlentini, Privitera fu ucciso e poi bruciato

CATANIA – Arriva a un punto di svolta il caso relativo all’omicidio di Salvatore Privitera, il trentacinquenne di Catania trovato nelle campagne tra Lentini e Carlentini, in provincia di Siracusa.

All’epoca dei fatti, lo scorso 6 gennaio, i resti carbonizzati del trentacinquenne, che viveva nel villaggio di Sant’Agata, furono rinvenuti in contrata San Demetrio all’interno della T-Roc di proprietà della vittima, data in pasto alle fiamme. Da quel momento, il quadro investigativo ha preso una direzione netta: dopo una prima ricostruzione, le indagini sarebbero passate subito alla Direzione distrettuale antimafia di Catania (Dda), fino a condurre a una svolta ritenuta decisiva.

Colpito alla nuca e poi dato alle fiamme: ricostruita la dinamica del delitto del 5 gennaio. Alla base contrasti per droga e debiti di gioco.



Svolta nelle indagini sull’omicidio di Privitera Salvatore Alfio, il cui corpo carbonizzato era stato rinvenuto lo scorso 6 gennaio nelle campagne di Carlentini. Nelle prime ore della mattina i Carabinieri dei Comandi Provinciali di Catania e Siracusa, con il supporto dei militari di Vibo Valentia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due indagati.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, riguarda Pietro Catanzaro, 35 anni, e Danilo Sortino, 22 anni, entrambi ritenuti – allo stato delle indagini e nel rispetto della presunzione di innocenza – gravemente indiziati dei reati di omicidio, soppressione di cadavere, porto illegale di armi e danneggiamento seguito da incendio, aggravati dal cosiddetto metodo mafioso.

La ricostruzione dell’omicidio

Le indagini hanno preso avvio dopo il ritrovamento del cadavere, completamente carbonizzato, all’interno dell’auto in uso alla vittima. Un quadro inizialmente complesso, reso ancora più difficile dal tentativo degli autori di cancellare ogni traccia del delitto attraverso l’incendio del veicolo.

Determinante si è rivelata l’analisi dei sistemi di tracciamento GPS dell’auto, che ha permesso agli investigatori di individuare con precisione il luogo in cui si sarebbe consumato l’omicidio: l’area nei pressi del Villaggio Ippocampo di Mare, a Catania.

Sul posto i Carabinieri, con il supporto dei reparti scientifici, hanno rinvenuto tracce ematiche, segni evidenti di colluttazione, una ciocca di capelli, una collana strappata e un bossolo di fucile calibro 12 parzialmente combusto. Elementi che hanno consentito di delineare la dinamica dell’aggressione.

Secondo l’ipotesi investigativa, la vittima sarebbe stata colpita alla nuca con un’arma da fuoco al termine di una violenta aggressione. Successivamente, i responsabili avrebbero tentato di distruggere le prove incendiando il corpo e l’auto, per poi trasportare il veicolo nelle campagne di Carlentini e appiccare nuovamente il fuoco.

Il movente

Alla base del delitto ci sarebbero contrasti legati al traffico di stupefacenti e questioni economiche connesse al gioco d’azzardo. Gli inquirenti ipotizzano anche una disputa per la sottrazione di droga.

Le indagini

L’attività investigativa è stata condotta con metodi tradizionali e tecniche avanzate, tra cui:

  • analisi dei filmati di videosorveglianza

  • acquisizione di testimonianze

  • accertamenti scientifici del RIS

L’incrocio dei dati ha permesso di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi, coerente con i tracciati GPS del veicolo della vittima.

Dopo il delitto, uno degli indagati avrebbe cambiato telefono e scheda SIM per sottrarsi alle ricerche, ma è stato comunque rintracciato in Calabria, dove è stato arrestato.

Perquisizioni e sviluppi

Contestualmente agli arresti, i militari hanno eseguito perquisizioni e sequestri di dispositivi elettronici e altri elementi ritenuti utili alle indagini, sui quali saranno effettuati ulteriori accertamenti tecnici.

L’operazione ha visto il coinvolgimento anche dei reparti specializzati dell’Arma, tra cui i “Cacciatori” di Sicilia e Calabria, il Nucleo Elicotteri e i Cinofili.

Ultimo aggiornamento

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino