16 Marzo 2026
Scempio alla Villa Bellini, l’intervento di Free Green Sicilia

Concerti pop da oltre cinquemila spettatori all’interno del riconosciuto monumento vivente Giardino Bellini. Richiesta di esprimere parere negativo nel rispetto del Codice Beni Culturali e Paesaggistici, della Carta europea dei Giardini Storici e del vincolo monumentale e culturale regionale del Giardino Bellini D.D.G. n.1066 del 15.04.2015 oltre al riconoscimento UNESCO della città.
Le scrivente associazione da temposi occupa della salvaguardia e la conservazione del bene culturale e paesaggistico Giardino Bellininel rispetto delD.Lvo. 42 del 2004, Codice dei Beni Culturaliche ha contemplato quanto già sancito dalle precedenti leggi di tutela nn.1089 e 1497 del 1939). In particolare alla legge n. 1089 “Tutela delle cose di interesse artistico o storico” si richiama l’articolo 10 c. 4, lettera elencando quali Beni culturali – oggetto della tutela“le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico”.
Pertanto anche i giardini dichiarati di interesse storico-artistico, e quindi “vincolati”, sono sottoposti a un particolare regime giuridico che prevede, tra l’altro, il divieto di distruggerli, danneggiarli o adibirli ad usi non compatibili con il loro carattere storico-artistico, o comunque tali da pregiudicarne la conservazione e del conseguente D.D.G. regionale n. 1066 del 2015 che nel rispetto della normativa nazionale conferma il vincolo per interesse culturale del Giardino Bellini, anche in quanto di proprietà pubblica.
Oltre al riconoscimento UNESCO della città storicaquale Patrimonio dell’Umanità. fattole Istituzioni responsabili non hanno fatto la stessa cosa autorizzando e contribuendo da decenni al suo declino strutturale e alla sua trasfigurazione sia architettonica che paesaggistica quando invece avrebbero l’obbligo della sua integra conservazione nel rispetto della sua natura e della sua creazione.
La consapevolezza del pregio culturale e artistico rappresentato dai giardini storici ha determinato l’emanazione, a partire dal 1981, di due carte internazionali, dette Carte di Firenze: Carta per la salvaguardia dei giardini storici e Carta italiana dei giardini storici, che definiscono l’oggetto di tutela sotto i vari aspetti prioritari di conservazione e restauro.
La stessa Soprintendenza di Catania con nota prot. 12949 del 20.06.2012ha espresso formalmente la sua netta ed inequivocabile contrarietà ad iniziative degradanti e incompatibili con il bene culturale Giardino Bellini, così recitava:
«Alla luce di quanto sopra descritto, non ritiene compatibile il tipo di “evento” con la conservazione e la tutela del “Giardino Storico“ in quanto sia l’installazione delle strutture tecnologiche di grande pregnanza, connesse al tipo di manifestazione , sarebbero certamente idonei ad una sede già in uso ad “impianto sportivo” oppure a grandi piazze esterne al contesto urbano, che l’elevato numero di pubblico che tale evento richiamerebbe possono comportare il rischio concreto , anche involontario, di azioni di danneggiamento alla Villa Bellini e alle sue persistenze, tali da recare pregiudizio alla conservazione del Giardino storico. Il tipo di manifestazione non si coniuga con il luogo storico, tanto meno con l’impianto a verde che è parte integrante della Villa Bellini e con le testimonianze di opere scultoree esistenti a rischio».
Per quanto sopra esposto e nel rispetto della normativa nazionale e regionale la scrivente nel rispetto della salvaguardia dei beni culturali chiede alla S.V. in qualità di Soprintendente di Catania di mettere in essere ogni dovuta e legittima iniziativa a salvaguardia e conservazione del riconosciuto quale bene storico-monumentale del Giardino Bellini (grazie alla Regione Sicilia su richiesta della stessa Sovrintendenza di Catania sollecitata da associazioni di difesa del patrimonio culturale e ambientale della città) la sola che deve fare rispettare il bene simbolo stesso della città di Catania che non deve essere sfruttato né tanto meno depauperato, a vantaggio di interessi privati come si è verificato negli anni anche con la complicità delle Istituzioni della città che invece di trasfigurarlo in una sorta di stadiodi calcio hanno il doveredi proteggerlo per conservarne le peculiarità architettoniche e botaniche ancora in vita.





