13 Marzo 2026

Codice Rosso e braccialetto elettronico: come funziona davvero (e dove si inceppa)

Codice Rosso e braccialetto elettronico: come funziona davvero (e dove si inceppa)

I casi di femminicidio sono sempre più in aumento: giorno dopo giorno vengono fornite notizie e dettagli angoscianti che lasciano l’Italia intera senza parole, così come è accaduto proprio in questi giorni a Messina con la morte di Daniela Zinnanti, uccisa a cinquant’anni dall’ex compagno che oggi avrebbe dovuto ricevere il braccialetto elettronico, a seguito delle denunce già depositate dalla stessa vittima.

Un’escalation di paura e di ritardi in quelle che dovrebbero essere pratiche celeri e d’urgenza. La denuncia per lesioni era stata presentata dalla vittima lo scorso 5 febbraio, così come si evince dai giornali nella ricostruzione degli eventi dal punto di vista investigativo.

In quel caso, il gip aveva prescritto nell’ordinanza di custodia cautelare il dispositivo di controllo tramite braccialetto elettronico, ma in quel momento non era disponibile per l’esecuzione del provvedimento. L’applicazione del dispositivo, che avrebbe dovuto avvenire oggi, aveva il compito di registrare i movimenti dell’uomo, che avrebbe dovuto rimanere ben lontano dall’ex compagna.



Così, però, non è stato. Santino Bonfiglio, 67 anni, reo confesso dell’omicidio dell’ex compagna, l’ha uccisa con una decina di coltellate. Una vita spezzata, il cadavere lasciato nell’abitazione per diverse ore, probabilmente già dal giorno prima, secondo quanto riferiscono gli inquirenti.

Una morte, questa, come tante purtroppo, che si inserisce in un racconto visto e purtroppo già sentito: un amore che diventa malato, la paura della donna e le successive denunce, la poca certezza di tutela e, in questo caso specifico, quello di Daniela, un provvedimento emesso dal gip che non poteva essere attuato subito, rimandato al giorno in cui il dispositivo sarebbe stato consegnato. Il tutto avrebbe dovuto avvenire oggi, 12 marzo 2026.

A fare da sfondo a questo, le ulteriori dichiarazioni rilasciate dal fratello della vittima, Roberto, che ha fatto riferimento anche a un’altra denuncia depositata dalla sorella, aggiungendo una frase riportata da Rainews.it: «Il sistema, però, è evidente che non funziona».

La macchina organizzativa di intervento del Codice Rosso contro la violenza sulle donne agisce in modo specifico e seguendo uno schema preciso, così come spiegato dall’avvocata Serena Cantale, intervistata da noi di FreePressOnline:

«La procedura della denuncia segue una procedura: nel momenti in cui viene emessa e sulla base di questa, viene immediatamente incamerata come Codice Rosso, scattano tutti gli alert nell’immediato perché la Procura si attiva subito sentendo la donna e mette a disposizione tutti i mezzi di cautela. Spesso si fanno denunce anche al di là della Procura, come nel caso delle forze dell’ordine (Ospedali compresi ndr), dove viene immediatamente anche detto che possono essere portate in strutture protette. Una lunga serie di azioni che scattano nell’immediato, mettendo a disposizione della donna vittima di violenze delle scelte tra la protezione in struttura o, più semplicemente, rimanere nella propria abitazione e, in questo caso, garantire comunque una tutela».

L’avvocata Cantale, circa l’assegnazione del braccialetto elettronico, spiega che questo «consente il controllo del soggetto, viene agganciato subito per vedere i movimenti, in modo tale da poter intervenire tempestivamente». Inoltre, aggiunge:

«È un dispositivo che viene agganciato alla persona al polso o alla caviglia; viene disposto nell’ambito degli arresti domiciliari o come misura sostitutiva degli arresti domiciliari e segnala i luoghi dove il soggetto si sposta. Ad esempio, se è sottoposto agli arresti domiciliari e dovesse allontanarsi dal domicilio, scatta un allarme che fa partire i dovuti controlli. Quando il braccialetto elettronico viene posto senza il provvedimento di arresto domiciliare. Allora in questo caso si pone un divieto di avvicinamento nei luoghi e nei chilometrilometraggi vicino all’abitazione della parte denunciante».

In alcuni casi, però, così come avvenuto a Messina, può capitare che non vi siano braccialetti disponibili per l’attuazione del provvedimento. In quel caso si procede con la richiesta e, quindi, con l’acquisto dei dispositivi tramite gare d’appalto gestite a livello governativo, quindi dal Ministero dell’Interno e dal Ministero della Giustizia. Gli appalti per il 2026, poi, così come reso noto anche da vari organi di informazione, sarebbero stati vinti dalla società Fastweb. Infine, proprio su questa tematica, l’avvocata Cantale conclude così, come un accenno a quella che è la situazione di Catania oggi per quanto riguarda il codice rosso:

«C’è una trafila amministrativa anche lì che spesso non si incrocia con quelli che sono i provvedimenti di quel momento. Bisognerebbe rivedere un po’ il tutto, anche da questo punto di vista. (Catania), attualmente funzionerebbe bene, lento ma bene. La procura è ben organizzata soprattutto in questo settore, ovvero quello del codice rosso.».

Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino