12 Marzo 2026

GdF Catania, frodi carburanti: 5 misure cautelari e sequestri a società

GdF Catania, frodi carburanti: 5 misure cautelari e sequestri a società

Nuova operazione della Guardia di finanza tra Sicilia, Emilia-Romagna e Lazio nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Catania. I militari del Comando provinciale etneo hanno eseguito due ordinanze del Gip del Tribunale di Catania nelle province di Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma, con il supporto del 1° Nucleo operativo metropolitano della Capitale e del Gruppo di Cesena.

Sette le persone indagate, cinque quelle raggiunte da misure cautelari personali con l’accusa, in concorso, di sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle accise sui prodotti energetici.

Contestualmente è stato disposto il sequestro di beni aziendali e liquidità per oltre 235mila euro, oltre al sequestro per responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001.



Al centro della nuova indagine c’è Alfredo Carcagnolo, 38 anni, imprenditore di Adrano attivo nel settore del trasporto su gomma e della logistica. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe organizzato, insieme ad altri quattro soggetti, un sistema illecito finalizzato all’approvvigionamento di ingenti quantitativi di gasolio destinati all’attività d’impresa, evitando il pagamento di Iva e accise e ottenendo così un forte abbattimento dei costi. L’indagine, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania (Gruppo Tutela finanza pubblica) si è sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione, pedinamenti, controlli sul territorio e analisi della documentazione contabile ed extracontabile, ricostruendo un meccanismo fraudolento articolato su due distinti canali di rifornimento.

Il primo avrebbe riguardato l’acquisto di gasolio proveniente da tre raffinerie dell’Est Europa, introdotto in Italia su gomma e su rotaia con documentazione di accompagnamento falsa, nella quale il prodotto sarebbe stato indicato come “liquido bio anticorrosivo”, e dunque formalmente esente da imposte. In questa operazione avrebbe avuto un ruolo di intermediazione Andrea Morroni, 78 anni, titolare della società inglese Oil Oil Trading Ltd. I trasporti sarebbero stati effettuati da tre autisti, tra i quali Pietro Puglisi, 39 anni. Secondo le Fiamme gialle, il quantitativo complessivo di prodotto energetico immesso in consumo in frode sarebbe di circa 400 mila litri.

Il secondo canale contestato riguarda invece il presunto utilizzo di gasolio agevolato per uso agricolo, acquistato da un deposito in provincia di Enna gestito da Armando Grillo, 72 anni, e poi impiegato per il rifornimento dei mezzi aziendali. Viene ricordato in tal senso, infatti, che il prodotto energetico destinato all’agricoltura sconta un’aliquota ridotta rispetto a quelle ordinarie previste dall’autorizzazione sia con riferimento all’IVA che invece del 22% scende al 10%, sia per quanto riguarda le accise che sono circa -0,50 €all’incirca al litro. Per dare una parvenza di regolarità all’operazione, la vendita sarebbe stata formalmente fatturata a una cooperativa agricola di Biancavilla amministrata da Rocco Di Primo, 50 anni.

Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati circa 143 mila litri di prodotti energetici, un deposito abusivo di carburanti, sette mezzi tra tank container, trattori stradali e semirimorchi, 58 cisterne fuori terra e attrezzature per l’erogazione. Il Gip ha disposto per Carcagnolo e Puglisi l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per Morroni, Grillo e Di Primo il divieto di esercitare attività d’impresa.

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redazione

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