11 Marzo 2026

Mafia, sequestro da 10 milioni a esponente clan Santapaola

Mafia, sequestro da 10 milioni a esponente clan Santapaola

Maxi sequestro di beni per oltre 10,8 milioni di euro nei confronti di soggetti ritenuti legati al clan mafioso Clan Santapaola-Ercolano

Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Catania su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania.

Il sequestro, disposto dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, ha riguardato il patrimonio riconducibile a Carmelo Salemi (classe 1969), soprannominato “U Ciurara”, ritenuto – sulla base degli indizi raccolti – elemento di spicco della famiglia mafiosa nel quartiere Picanello, e all’imprenditore edile Giovanni Fabrizio Papa, considerato vicino agli interessi del sodalizio criminale.

Indagini dell’operazione “Oleandro”

I due erano stati già raggiunti nel 2024 da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione Operazione Oleandro, condotta dal Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania.



Secondo quanto emerso dalle indagini – fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva – Salemi sarebbe stato una figura di riferimento del cosiddetto “Gruppo di Picanello”, con un ruolo nella gestione delle attività criminali del clan e nella risoluzione di controversie interne e con altre organizzazioni mafiose.

Tra i reati contestati figurano associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti.

Società usate per riciclare denaro

Le investigazioni avrebbero inoltre evidenziato che l’imprenditore Papa avrebbe messo a disposizione del gruppo criminale le proprie società, utilizzandole per il riciclaggio di ingenti somme di denaro contante provenienti dalle attività illecite del clan.

Secondo gli inquirenti, i capitali sarebbero stati reinvestiti soprattutto nel settore dell’edilizia attraverso imprese riconducibili allo stesso imprenditore, con l’obiettivo di occultarne l’origine illecita e reinserirli nel circuito economico legale.

L’operazione rientra nelle strategie di contrasto alla criminalità organizzata messe in campo dalla Procura di Catania, con particolare attenzione all’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente dalle organizzazioni mafiose.

redazione

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