10 Marzo 2026
Sequestro di persona a scopo di estorsione con metodo mafioso

La vittima sequestrata per una notte e costretta a pagare 8mila euro dopo un mutuo ottenuto con documenti falsi
Sequestrarono un uomo per costringerlo a pagare una provvigione di 8mila euro legata all’ottenimento di un mutuo. Con questa accusa i Carabinieri del Comando provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Luciano Piacente e Alfio Ciraudo, su disposizione del Gip del Tribunale di Catania, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
I due sono gravemente indiziati, allo stato delle indagini e ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dal cosiddetto metodo mafioso.
Le indagini, condotte dal Nucleo operativo della Compagnia dei Carabinieri di Gravina di Catania e coordinate dalla Dda, sono partite dalla denuncia presentata dalla vittima alla Stazione dei Carabinieri di Camporotondo Etneo, dopo i fatti avvenuti nella notte tra il 13 e il 14 novembre 2025.
Secondo la ricostruzione investigativa, i due indagati gestivano di fatto un’agenzia di mediazione finanziaria a Catania che avrebbe operato con modalità fraudolente, predisponendo documentazione reddituale fittizia per consentire ai clienti di ottenere finanziamenti. In questo caso avrebbero fatto ottenere alla vittima un mutuo di 52mila euro per l’acquisto di un immobile, pretendendo in cambio una provvigione di 8mila euro, pari a circa il 13% della somma finanziata.
Di fronte al rifiuto dell’uomo di pagare, la sera del 13 novembre i due avrebbero organizzato una spedizione punitiva: dopo averlo avvicinato mentre era nella sua auto, con il volto travisato e armati di pistola lo avrebbero minacciato e picchiato, costringendolo poi a guidare fino a un B&B di via Cusmano, nella disponibilità di uno degli indagati.
L’uomo sarebbe stato tenuto sotto sequestro per tutta la notte, privato del telefono cellulare e della carta di credito, e sorvegliato fino al mattino seguente
Successivamente sarebbe stato costretto a recarsi in un’altra agenzia di prestiti per richiedere un finanziamento di 15mila euro, dal quale ricavare gli 8mila euro da consegnare agli indagati. Durante il sequestro gli aggressori avrebbero anche tentato di impossessarsi di alcune auto della vittima e dei suoi familiari.
L’azione intimidatoria sarebbe stata aggravata dal richiamo al cosiddetto metodo mafioso: gli indagati avrebbero infatti fatto riferimento alla presenza di uomini armati pronti a intervenire e avrebbero mostrato presunti contatti con esponenti della criminalità organizzata locale.
Contestualmente agli arresti, i Carabinieri hanno eseguito perquisizioni nei locali dell’agenzia di consulenza finanziaria di Catania e nella sede di un’impresa edile di Misterbianco, ritenuta funzionale alla creazione di posizioni lavorative e reddituali fittizie per ottenere finanziamenti bancari.





