10 Marzo 2026
Carburante alle stelle, Iasci «I cittadini non possono diventare un bancomat»

Sembra di essere tornati indietro nel tempo, a qualche anno fa, quando nel 2022 scoppiò la guerra in Ucraina e numerosi italiani fecero file chilometriche davanti ai distributori, per paura di rimanere senza carburante nell’auto e, soprattutto, per effettuare il pieno prima che il prezzo decollasse alle stelle.
Adesso lo scenario è praticamente lo stesso: cambiano soltanto gli attori di una guerra nata in questi ultimi giorni. Si tratta di Israele che, insieme agli Stati Uniti, si schiera contro l’Iran. I primi conflitti sono già iniziati, con tanto di bombardamenti, e in mezzo si trova Dubai e non solo.
Ogni conflitto, infatti, non porta con sé soltanto paura e timore per la propria vita, ma anche la preoccupazione che tutto questo possa trasferirsi anche nella propria nazione. Uno scenario dove si collocano anche altre problematiche, come quelle dell’aumento dei costi non preventivato che tocca tutti gli ambiti della vita.
Basti pensare che sono già stati annunciati aumenti per quanto riguarda le forniture di gas e la corrente elettrica, ma prevalentemente l’attenzione in questi ultimi giorni si concentra sul carburante, che sembra il primo step con numerose impennate dei costi.
A intervenire recentemente è stata l’Associazione di Base dei Consumatori A.Ba.Co, attraverso un comunicato stampa, avvisando di aver presentato una segnalazione formale all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, chiedendo l’apertura immediata di un’istruttoria relativa ai prezzi di benzina e gasolio registrati al 5 marzo 2026. Nel frattempo, è stata anche inoltrata la richiesta di prefetture di Palermo e Catania di contrasto necessarie a frenare le distorsioni sul mercato. In quel caso, i prezzi registrati si aggiravano a 1,870 per il gasolio self-service e, nella stessa modalità, la benzina invece era 1,763; il GPL servito era 0,760, mentre il metano servito 1,754 al litro.
Il problema reale e concreto è che, da queste informazioni emanate il 6 marzo a oggi, 10 marzo 2026, in poco più di quattro giorni, il costo del carburante è lievitato ancora di più.
«I cittadini non possono diventare un bancomat»
Oggi il diesel è passato da 1,98 centesimi al litro a 2,099 al litro, nella provincia di Catania, così come ci fa sapere l’elenco aggiornato pubblicato sul sito alVolante.it (Clicca qui), dove è possibile trovare, Comune per Comune e rifornimento per rifornimento, l’attuale costo del carburante.
Questo ci riconduce a quanto dichiarato, attraverso una nota stampa, dal presidente dell’associazione menzionata precedentemente, Luigi Iasci: «Di fronte agli andamenti si presentano tutte le caratteristiche di una dinamica speculativa. Il Brent oscilla tra 80-82 e 80-83 dollaro al barile, ma nel giro di pochi giorni il prezzo del diesel alla pompa è aumentato con una rapidità che non trova alcuna giustificazione economica reale».
Il tutto non finisce di certo qui, perché nella nota in questione è possibile leggere anche quanto segue: «I cittadini non possono diventare un bancomat di dinamiche speculative che nulla hanno a che vedere con il mercato reale. Serve chiarezza immediata. Il diritto alla mobilità e la sopravvivenza economica delle famiglie non possono essere sacrificati per gonfiare margini industriali».





