09 Marzo 2026
La Sicilia produce l’80% del carburante consumato nell’Isola

La Sicilia rappresenta uno dei principali poli energetici del Paese e produce circa l’80% del carburante consumato nell’Isola
Un dato che evidenzia il ruolo strategico della regione nel settore della raffinazione petrolifera e della distribuzione energetica.
“I rincari seguiti all’inizio delle ostilità in Iran sono immediati e ingiustificati perché il carburante oggi erogato utilizza scorte acquisite prima dell’escalation. A questo si aggiunge una distorsione tipicamente siciliana: il contenzioso giudiziario e finanziario tra Isab e Lukoil Italia per la gestione della raffineria di Priolo, uno dei più grandi impianti d’Europa, che copre l’80% del fabbisogno isolano e un terzo di quello nazionale. I blocchi temporanei nelle forniture e le incertezze gestionali stanno generando un’ingiustificata lievitazione dei prezzi alla pompa, che in Sicilia si attestano al di sopra della media nazionale”: questa e’ la dichiarazione alla stampa di Daniela Taranto e di Giorgio Stracquadanio, responsabili di CNA Fita Sicilia, sull’attuale caro carburante in Sicilia.
Insomma, la Sicilia attraverso la raffineria di Priolo produce l’80% del carburante consumato in Sicilia da imprese e persone e un terzo di quello consumato nella penisola, in Sardegna e isole minori comprese. Eppure, in Sicilia “normalmente” il costo del carburante e’ sempre piu’ elevato rispetto alle regioni dove non solo non si produce carburante, ma non si subisce l’inquinamento del territorio e la morte degli abitanti.
Quindi, la guerra in corso nel Medio Oriente non c’entra. La causa e’ il neocolonialismo che subisce e rapina la Sicilia grazie ad una classe politica siciliana affetta di askarismo acuto e, di conseguenza, sottomessa alle decisioni delle segreterie politiche di Roma e di Milano.






