07 Marzo 2026

«Il dubbio» nel confronto serrato tra sorella Aloysius e padre Flynn

«Il dubbio» nel confronto serrato tra sorella Aloysius e padre Flynn

Uno spettacolo intenso dove il sospetto diventa protagonista e lascia lo spettatore senza risposte

Al Teatro Verga, sede del Teatro Stabile di Catania, il dubbio non è soltanto il tema della storia: diventa una presenza costante, quasi palpabile, che si insinua tra i personaggi e si trasferisce lentamente anche tra gli spettatori. È questa la forza di “Il dubbio”, il celebre testo del drammaturgo americano John Patrick Shanley, vincitore del prestigioso Premio Pulitzer per la drammaturgia nel 2005 e divenuto negli anni uno dei drammi contemporanei più rappresentati nei teatri di tutto il mondo.

La regia di Andrea Chiodi sceglie la strada dell’essenzialità, lasciando che siano soprattutto la parola e il conflitto morale a guidare lo sviluppo della scena. Il risultato è uno spettacolo teso e concentrato, dove ogni dialogo diventa un tassello di un confronto sempre più serrato tra fede, autorità e sospetto.



La vicenda è ambientata negli anni Sessanta nella scuola cattolica di San Nicholas, istituto guidato dalla severa direttrice sorella Aloysius, interpretata da Elena Ghiaurov. Rigida, inflessibile, profondamente ancorata ai dogmi della tradizione, la suora rappresenta un’idea di educazione basata su disciplina e controllo. Accanto a lei la giovane insegnante sorella James, portata in scena da Irene Tetto, più empatica e spontanea nel rapporto con gli studenti ma costantemente richiamata alla vigilanza dalla direttrice.

L’equilibrio della scuola si incrina quando entra in scena padre Flynn, interpretato da Luigi Tabita, sacerdote dal carattere aperto e progressista che immagina una Chiesa più accogliente e capace di dialogare con i giovani. È proprio Tabita a costruire una delle prove più interessanti dello spettacolo: il suo personaggio si muove costantemente sul filo dell’ambiguità, lasciando lo spettatore sospeso tra fiducia e sospetto. Accanto a questa ambiguità emerge però anche il senso di ingiustizia e di impotenza che il sacerdote sembra provare davanti alle accuse della direttrice, restituendo al personaggio una dimensione profondamente umana.

Il sospetto nasce attorno alla figura di Donald Miller, dodicenne e primo studente afroamericano dell’istituto. Un ragazzo fragile, segnato dall’emarginazione e dal rifiuto del padre, che sembra trovare in padre Flynn l’unico adulto capace di mostrargli gentilezza. Quando il sacerdote lo porta nella canonica e il ragazzo viene poi allontanato dal ruolo di chierichetto con il sospetto che abbia bevuto vino, nella mente della direttrice prende forma un dubbio sempre più insistente: che dietro quell’episodio si nasconda qualcosa di più grave.

Tra i momenti più intensi dello spettacolo l’incontro con la madre del ragazzo, interpretata da Caterina Sanvi, che offre una prospettiva dolorosamente pragmatica. Pur di garantire al figlio un futuro e la possibilità di restare nella scuola fino alla fine dell’anno, la donna sembra disposta a tollerare qualsiasi cosa. Una scena che apre uno squarcio sulla realtà sociale dell’epoca e sulle contraddizioni morali che attraversano la vicenda.

Essenziale ma estremamente evocativa la scenografia firmata da Guido Buganza: muri alti e spogli dominano la scena, restituendo visivamente l’austerità e il rigore dell’istituzione scolastica cattolica. Uno spazio quasi claustrofobico che amplifica il senso di controllo e di rigidità che permea l’ambiente educativo.

Il confronto finale tra la direttrice e il sacerdote non porta a una verità definitiva. Padre Flynn lascia la scuola, trasferito dal vescovo in un’altra parrocchia, mentre la stessa sorella Aloysius confessa di aver mentito su alcune accuse pur di spingerlo ad andare via. A quel punto anche lei resta intrappolata nella stessa incertezza che aveva cercato di combattere.

Ed è proprio qui che si manifesta tutta la potenza del testo di Shanley: la verità non viene mai rivelata e il pubblico è costretto a convivere con il dubbio.

Uno spettacolo intenso che ha catturato l’attenzione della platea, rimasta partecipe e silenziosa per tutta la durata della rappresentazione. Al termine un lungo e caloroso applauso ha salutato il cast sul palco, segno di un coinvolgimento emotivo che raramente il teatro riesce a generare con tanta forza.

“Il dubbio” resterà in scena al Teatro Verga fino al 15 marzo con repliche pomeridiane e serali: per info clicca qui

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Chiara Lucia Germenà

Chiara Lucia Germenà

Chiara Lucia Germenà (OdG Sicilia N^ 177881). Classe 1996. Giornalista e Dott.ssa in “Lingue e Letterature Comparate”. Appassionata di cultura e spettacolo: “Se non mi trovi cercami a Teatro”.