05 Marzo 2026

Ciclone Harry niente morti… solo 1000 di serie B, Abramo: «Il mare ci racconta un’altra storia»

Ciclone Harry niente morti… solo 1000 di serie B, Abramo: «Il mare ci racconta un’altra storia»

Il ciclone Harry non ha fatto vittime in Sicilia, ma ha seminato morte in mare tra le onde: migranti che quel giorno avevano intrapreso il viaggio della speranza.

In questi ultimi giorni l’attenzione si concentra sugli invisibili della città di Catania, ma ce ne sono altrettanti che, ogni giorno, entrano in mare alla ricerca di una vita migliore: sono gli “Invisibili del mare”, ricordati proprio da Emiliano Abramo.



Fa discutere, ma non troppo, quello che è successo a Elisabeta Boldijar, la giovane donna romena senza fissa dimora trovata sabato 28 febbraio 2026 negli stabili abbandonati vicino l’ex Consorzio Agrario di Catania. I riflettori si sono accesi su un tema delicato, ma sembrano già essersi spenti, da quando la notizia resa pubblica in queste ore fa riferimento a una presunta morte naturale, il tutto nel dramma della solitudine. Questo ci fa capire come non sempre, purtroppo, una morte fa “rumore”, anzi, spinge con più facilità a girare lo sguardo.

Eppure il tema degli invisibili è molto più ampio: si allarga a macchia d’olio, ben oltre quanto si possa immaginare. Ed è proprio questo che sottolinea il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Emiliano Abramo.

In una Catania che cerca di ripartire dopo l’uragano Harry, in una provincia che tenta di dare sostegno a ristoratori, cittadini e, soprattutto, a chi a Niscemi si è trovato senza casa dopo una frana che ha spazzato via una parte storica della città. Nel frattempo, pero, c’è vita e morte anche in mare, ogni giorno, anche quando nessuno ne parla. C’è un altro racconto che corre tra le onde, non troppo lontano da noi, ma a cui spesso si volta le spalle. Stiamo parlando dei morti in mare.

«Il mare ci racconta un’altra storia per chi sa leggere tra le onde»

La tematica dei migranti è molto più delicata di quanto si creda. Non si tratta di un’invasione di territorio, ma di persone che arrivano da zone di guerra, dove domina la paura, e che cercano il primo porto più vicino per trovare un’ancora di salvezza, costruire una vita e non rimanere vittime di conflitti che spesso non trovano spazio nelle cronache nazionali.

Non a caso, le dichiarazioni di Abramo puntano i riflettori su un rovescio della medaglia legato proprio all’uragano Harry, una storia raccontata troppo poco:

«Abbiamo festeggiato che nessuno è morto a causa di questo evento, ma il mare ci racconta un’altra storia per chi sa leggere tra le onde. Mille uomini sono morti il giorno del ciclone Harry, molti provenivano dall’Algeria. Gli accertati, ci fa sapere il Ministero dell’Interno, sono 375, ma all’appello ne mancano molti di più»

Alcuni di questi cadaveri sono stati trovati tra Sicilia e Calabria, come ha detto tra dolore e lacrime, monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo così come riferisce Abramo:

«Sono corpi che hanno già qualcosa da raccontare. Mi ha molto colpito la scelta di alcuni di farsi trovare con dei rosari al collo: il messaggio di chi sa che rischia la vita, ha paura di morire tra le onde e vuole dire: ‘Io sono un cristiano, trattatemi come tale’».

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Francesca Gugliemino

Francesca Gugliemino