03 Marzo 2026

In via Raciti una discarica a cielo aperto

In via Raciti una discarica a cielo aperto

Gli abitanti di via Raciti e dintorni ostaggio della spazzatura e dei rifiuti speciali. Per tornare a casa serve tanto spirito di avventura.

Via Raciti – traversa della stretta e longilinea via Carlo, Forlanini, la via storicamente nota come “a vanedda cucchiara” – e’ una sorta di zona franca per le discariche che “espongono” i rifiuti dell’umido, bottiglie di plastica e di vetro, carta d cartonie, vecchi mobili distrutti, wc, lavantini e, ovviamente, bide’ con un contorno di topi, questi vivi, e una…fragranza maleodorante.



Ma non e’ finita: in via Raciti e dintorni abbonda anche il materiali di scarto, residui e macerie provenienti da lavori di costruzione, ristrutturazione, demolizione, calcinacci, mattoni, piastrelle, cemento, metallo,terreno di scavo, guaine, eternit di amianto.
Materiali di risulta che hanno la qualifica di “RIFIUTI SPECIALI”, regolati dal D.Lgs. 152/2006 che impone di essere trasportati e smaltiti da ditte autorizzate e che i rifiuti ritenuti pericolosi (come amianto e guaine) richiedono procedure di smaltimento specifiche.

Intanto, capita che per entrare nelle proprie abitazioni abitanti di via Raciti sono costretti, dove va bene, a calpestare i sacchetti di spazzatura, oppure, attraversare fra i “rifiuti speciali”.

Dice la signora Carmela : “Mi creda, mi vergogno a fare venire parenti e amici a casa mia per tutto questo schifo che c’e’ qui!”.
Aggiunge Turi : “Nella mia lunga vita ho abitato sempre cca. Sugnu da zona. Ho visto montagne di munnizza. Ma mai tutto questo materiale, tutta sta quantita’. Abbiamo piu’ volte chiesto al comune d’intervenire. Tutto inutile! Pago, paghiamo salate bollette della Tari. Sintissi…megghiu ca mi staju mutu”.

Un’intera zona ostaggio principalmente degli incivili, ma non mancano le responsabilita’ istituzionali considerando che la brutta realta’ che subiscono gli abitanti di questa zona di Catania la subiscono altre zone della citta’, quelle estranee alle zone borghesi e “salottiere” del comune che mira ad essere la Capitale della Cultura 2028.

Ultimo aggiornamento

Orazio Vasta

Orazio Vasta