02 Marzo 2026
La storia criminale di Nitto Santapaola

Nitto Santapaola, il capo della mafia catanese: dalle origini sotto Calderone, “cannarozzo d’argento”, alla guerra con Ferlito. La latitanza, l’arresto e le condanne
Benedetto “Nitto” Santapaola cresce dentro la famiglia mafiosa di Catania guidata da Giuseppe Calderone, soprannominato “cannarozzu d’argento”. Dopo l’omicidio di Calderone (1978) e l’alleanza con i corleonesi, consolida la leadership. La guerra con Alfio Ferlito è uno snodo decisivo e culmina nel 1982 nella strage della circonvallazione a Palermo. Arrestato a Mazzarrone nel 1993, Santapaola viene condannato in più procedimenti: tra i più noti l’ergastolo definitivo per l’omicidio del giornalista Pippo Fava.
Le origini: Santapaola nell’era Calderone
Per decenni la mafia catanese ha avuto un baricentro chiaro: Giuseppe “Pippo” Calderone, capo della famiglia di Catania dagli anni ’60 fino al suo assassinio l’8 settembre 1978. Il soprannome “cannarozzu d’argento” deriva da una protesi alla gola dovuta a un tumore.
È dentro quella struttura che si forma Santapaola: dapprima affiliato alla famiglia di Catania e poi divenuto capodecina proprio sotto la reggenza di Calderone.

La svolta del 1978 e l’alleanza “pesante” con i corleonesi
La morte di Calderone apre una fase di riorganizzazione e conquista del comando. In una relazione parlamentare si ricostruisce che l’alleanza di Santapaola con i corleonesi risale agli anni ’70, quando Calderone era ancora “rappresentante provinciale” della famiglia catanese; Calderone viene poi eliminato con il consenso di Riina per fare spazio proprio a Santapaola.
Da lì la famiglia di Catania cambia passo: struttura più militarizzata, controllo più rigido e una capacità di influenza che supera i confini cittadini.
Santapaola “imprenditore”: la Pam Car e la vetrina dell’economia legale a Catania
Non solo intimidazione, estorsioni e controllo militare del territorio: la parabola di Benedetto “Nitto” Santapaolaracconta anche la capacità di vestire i panni dell’imprenditore, costruendo una rispettabilità di facciata e un canale di ingresso nell’economia legale.
La concessionaria come simbolo: nasce la Pam Car
L’episodio più emblematico di questa dimensione “imprenditoriale” è l’apertura a Catania, nel 1981, della Pam Car, la più grande concessionaria Renault in Sicilia dell’epoca e un autosalone di peso nel cuore della città.
La guerra con Alfio Ferlito: la faida che incendia Catania
Uno degli snodi più importanti della scalata di Santapaola è la guerra per il predominio sul territorio etneo contro il boss Alfio Ferlito.
16 giugno 1982: la strage della circonvallazione
Il punto di non ritorno è il 16 giugno 1982, a Palermo, sulla circonvallazione (via Ugo La Malfa). L’obiettivo è Ferlito, detenuto e in trasferimento da Enna al carcere di Trapani: nell’agguato muoiono anche tre carabinieri della scorta e l’autista del mezzo di traduzione, una Mercedes, utilizzata per un “trasferimento comodo”. Tra i principali mandanti, collegando l’eccidio proprio alla guerra contro Ferlito vi era prorprio Nitto Santapaola.
Quell’episodio diventa un simbolo: una faida “locale” che esplode con modalità e ferocia da strategia mafiosa di livello superiore.
Il delitto Pippo Fava: colpire chi racconta la mafia
Il 5 gennaio 1984 viene ucciso a Catania il giornalista Giuseppe “Pippo” Fava. È uno spartiacque per la città e per l’informazione antimafia. Negli anni successivi, il procedimento porterà a una conclusione definitiva: Santapaola sarà condannato all’ergastolo in via definitiva (Cassazione 2003) come mandante, insieme ad Aldo Ercolano.
La caduta: arresto nel 1993 dopo la latitanza
Dopo una lunga latitanza, Santapaola viene arrestato il 18 maggio 1993 nell’operazione “Luna Piena”, sorpreso in un casolare nelle campagne di Mazzarrone (CT).
Le condanne: una “montagna” di processi e più ergastoli
Per Santapaola il capitolo giudiziario è una sequenza di procedimenti che, nel tempo, compone un profilo di condanne gravissime. Tra gli snodi più noti:
- 1987 — Ergastolo (in contumacia) al Maxiprocesso di Palermo per la strage della Circonvallazione (16 giugno 1982).
- 1996 — Ergastolo nel processo “Orsa Maggiore” come mandante dell’omicidio dell’ispettore capo Giovanni Lizzio(27 luglio 1992).
- 1997 — Ergastolo (primo grado) per la strage di Capaci (23 maggio 1992); conferma in appello 7 aprile 2000.
- 1998 — Ergastolo (appello) per l’omicidio del giornalista Giuseppe “Pippo” Fava (5 gennaio 1984).
- 14 novembre 2003 — Ergastolo definitivo (Cassazione) per l’omicidio Fava (mandante, con Aldo Ercolano).
- 2006 → 18 settembre 2008 — Ergastolo nel processo unificato Capaci–via D’Amelio; definitivo in Cassazione(18/09/2008).
L’eredità: la cosca oltre il capo
La storia di Santapaola racconta anche un’altra verità: l’arresto del boss non equivale automaticamente allo smantellamento del sistema. La famiglia mafiosa catanese ha dimostrato nel tempo una capacità di adattamento, riorganizzazione e “continuità” attraverso nuove leadership e nuove forme operative, mentre le indagini continuano a inseguire patrimoni, affari e reti relazionali.





