21 Febbraio 2026

Carne di cavallo, divieto in arrivo: a Catania scatta l’allarme filiera

Carne di cavallo, divieto in arrivo: a Catania scatta l’allarme filiera

La proposta alla Camera sugli equidi “d’affezione” entra in Commissione. Categoria e ristoratori: “Tradizione radicata, lavoro a rischio, ristomacellerie in crescita”

La proposta di legge che punta a riconoscere cavalli ed equidi come animali d’affezione, vietandone macellazione e utilizzo alimentare, è entrata nel vivo dell’iter parlamentare e a Catania ha già acceso una discussione che va oltre la politica: qui la carne di cavallo è tradizione, lavoro, identità gastronomica.

Il testo, “Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione”, firmato da Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati, presidente Leidaa) e accorpato a proposte di Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (Avs), ha avviato il percorso in Commissione Agricoltura alla Camera. Tra i punti: stop a macellazione, esportazione per macellazione, vendita e consumo di carni equine, oltre a limiti su impieghi ritenuti stressanti o lesivi della dignità dell’animale.

Ma dal territorio arrivano reazioni nette. Le associazioni di categoria sottolineano che il calo dei consumi registrato negli anni non va letto come rinuncia “etica”:

“Dal 2012 a oggi c’è stata una diminuzione lenta ma costante, dettata da tantissimi fattori, non dalla volontà di consumare o meno carne di cavallo. Ha qualità organolettiche che non si trovano in nessunissima altra carne”.



E richiama anche un tema nutrizionale:

“A chi ha problemi di sideremia è consigliato il consumo di carne equina”.

Secondo le associazioni, la domanda resta forte in diverse aree d’Italia, “da Milano e provincia a Verona, dalla zona fiorentina all’Emilia e alla Sardegna”, con la zona catanese “prevalente” in Sicilia.

Il cuore della protesta è economico:

“L’abolizione della carne di cavallo è un danno per chi lavora su tutta la filiera, dagli allevatori alle macellazioni fino alle macellerie”.

Un mondo che, spiegano, si è evoluto:

“Esistono macellerie che vendono solo equino e sono aumentate le ristomacellerie, con più operatori coinvolti”.

Sulla stessa linea Francesco Giustolisi, titolare del ristorante “Tipico” in piazza Federico di Svevia:

«Non so che cosa dire: si svegliano la mattina e pensano a chi danneggiare. Noi facciamo molto equino, dalle polpette alle fiorentine».

E fotografa le abitudini locali:

«Il catanese è abituato a mangiare cavallo: ogni 10 chili di carne, solo uno è vitello».

Non solo clientela locale:

«È richiesto anche dagli stranieri, perché lo vedono come piatto tipico, insieme alla parmigiana e alla pasta alla Norma». L’iter è appena iniziato, ma a Catania la partita è già aperta: tutela animale e tradizione, in un equilibrio tutto da trovare.

Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.