19 Febbraio 2026

Dodicenne vuole restare con la madre, deciderà il Tribunale

Dodicenne vuole restare con la madre, deciderà il Tribunale

Corte d’Appello di Catania (Minori e Famiglia): rinviata la decisione sull’istanza del padre che chiedeva il collocamento del figlio 12enne in una casa-famiglia. Termine per memorie, sullo sfondo il ricorso in Cassazione con udienza fissata al 5 maggio 2026.


La Corte d’Appello di Catania, Sezioni Minori e Famiglia, ha deciso di non pronunciarsi nell’immediato sull’istanza del padre che ha chiesto il collocamento del figlio di 12 anni in una casa-famiglia a Modica. Il ragazzo, secondo quanto riferito in udienza, avrebbe espresso la volontà di rimanere con la madre.

Il collegio – presieduto dal dott. Massimo Escher, con i consiglieri a latere Antonella Resta e Sabrina Lattanzio – dopo l’ampia discussione tra tutte le parti, ha concesso un termine per il deposito di memorie difensive. Le parti dovranno chiarire la natura giuridica della richiesta: se si tratti di un’istanza attuativa della sentenza già emessa oppure di una domanda che punta a modificarla.



Un passaggio ritenuto decisivo anche perché la sentenza è attualmente oggetto di ricorso in Cassazione, con udienza già fissata per il 5 maggio 2026 davanti alla Corte Suprema.

In aula era stato acquisito anche il parere scritto del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Catania, che ha chiesto il rigetto dell’istanza del padre. Nel documento, il PG avrebbe evidenziato che il trasferimento in comunità non rappresenterebbe il preminente interesse del minore né un’esigenza attuale, anche alla luce del fatto che il ragazzo ha avviato proprio quest’anno un nuovo percorso scolastico, frequentando la prima classe della scuola secondaria di primo grado. Richiamata inoltre la pendenza del giudizio di legittimità.

All’udienza hanno partecipato anche i Servizi Sociali del Comune di Catania, che hanno riferito del persistente e fermo rifiuto del minore di trasferirsi dal padre. Su richiesta della Corte, i Servizi hanno segnalato la disponibilità di una casa alloggio nel Comune di San Gregorio, mentre non risulterebbero disponibilità nel territorio di Modica.

I difensori della madre, gli avvocati Giuseppe Lipera e Graziella Coco, si sono opposti a ogni ipotesi di collocamento in comunità, ritenendola non rispondente al superiore interesse del ragazzo e potenzialmente pregiudizievole sul piano affettivo, relazionale e scolastico.

Sentita personalmente, la madre – S.G. – ha ribadito la propria disponibilità a garantire stabilità e continuità affettiva, dichiarando con commozione che il bene del figlio non può consistere in un trasferimento in comunità. La difesa confida che le future determinazioni saranno assunte nel rispetto del superiore interesse del minore e del suo diritto ad essere ascoltato.

Commentando l’udienza, l’avvocato Lipera ha definito “contro natura” la richiesta di collocare il figlio in una comunità.

redazione

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