17 Febbraio 2026

Porto di Riposto, armatori chiedono risposte

Porto di Riposto, armatori chiedono risposte

Questa mattina la Federazione Armatori Siciliani ha incontrato gli armatori della pesca marittima professionale che operano nel Porto di Riposto, un tempo conosciuto come “Porto sicuro”

Un sopralluogo e un momento di ascolto che hanno fatto emergere preoccupazioni, incertezze e richieste di chiarimento da parte degli operatori del comparto.

Area interdetta e bacino sotto sequestro

Interpellata la Capitaneria di Porto di Riposto, la risposta ufficiale riferisce che:

  • l’area portuale risulta interdetta a seguito dei danni causati dal ciclone Herry;



  • il bacino portuale sarebbe ancora sotto sequestro da anni.

Un passaggio che apre interrogativi sulle motivazioni attuali del sequestro e sulle tempistiche di soluzione, che – secondo quanto riferito – non avrebbero ancora trovato risposte esaustive.

La Regione: “Ripristino imminente”

Dalla Regione Siciliana arrivano rassicurazioni: attraverso propri portavoce si annuncia un ripristino imminente del porto, con il ritorno alla piena operatività anche per i pescatori professionali.

Sul territorio, tuttavia, prevale la prudenza. Gli operatori chiedono atti concreti, tempi certi e procedure chiare.

La testimonianza di Sebastiano Patti

Tra le voci più significative quella di Sebastiano Patti, armatore e pescatore di quarta generazione.

“La notte del ciclone ho rischiato la vita. Grossi massi hanno distrutto la mia auto mentre mi recavo al porto per controllare le mie barche.”

Una delle sue imbarcazioni ha riportato danni gravissimi:

  • semiaffondata;

  • motore non recuperabile;

  • scafo compromesso, non più riparabile.

“Avevo recentemente effettuato lavori di ammodernamento. Oggi la barca è distrutta. Il danno supera i 500 mila euro.”

Promesse e attese sui ristori

Patti riferisce di un incontro con l’assessore regionale alla Pesca Luca Sammartino:

“Ci sono stati promessi ristori immediati. Ma ad oggi non abbiamo nemmeno visto il modulo da compilare, né sono state effettuate perizie di stima.”

Secondo quanto riportato dagli operatori, il bando pubblicato riguarderebbe la programmazione ordinaria dei fondi europei, senza misure straordinarie specificamente dedicate ai danni del ciclone.

Sicurezza portuale e responsabilità

Tra i nodi più delicati emerge quello della sicurezza all’interno dell’area portuale.

“Mi è stato detto che non avrei dovuto trovarmi con l’auto dentro il porto.”

La replica dell’armatore:

“Sono un pescatore professionale, rappresento la mia azienda. Quella mattina non c’era alcun divieto specifico di transito delle auto.”

Una vicenda che solleva interrogativi su regole, comunicazioni e responsabilità.

Possibile azione collettiva

Il presidente della Federazione Armatori Siciliani, Natale Pipitone, annuncia:

“Siamo convocati presso la Regione nell’ambito della Consulta regionale della pesca. In assenza di misure straordinarie dedicate ai danni del ciclone, valuteremo un’azione collettiva di richiesta risarcitoria.”

Tra promesse e realtà

Il Porto di Riposto, simbolo storico della marineria locale, resta al centro di una vicenda che intreccia:

  • danni strutturali;

  • procedure amministrative complesse;

  • attese economiche;

  • questioni di sicurezza.

Gli armatori chiedono chiarezza, tempi certi e risposte operative.

La Federazione conclude:

“Non si tratta solo di ristori economici, ma di tutela del lavoro, della sicurezza e della dignità di un intero comparto.”

redazione

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