05 Febbraio 2026

Santangelo, mamma capitano «Il calcio è una palestra di vita»

Santangelo, mamma capitano «Il calcio è una palestra di vita»

“Orgogliosa di esserlo, all’Adernò ci ritroviamo e ci capiamo”

È diventata mamma per la terza volta 4 mesi fa. Ma lei è lì. Non molla. Perché, da buon capitano, è la prima a trasmettere entusiasmo e a dare l’esempio. Maria Catena Santangelo, 36 anni, è il capitano dell’Adernò, la squadra delle mamme, che partecipa al campionato Csain, nata all’interno del progetto Play District, promosso da Sport Insieme. «Sono laureata in management dello sport e delle attività sportive e far parte di una squadra femminile per me significa davvero molto. Essere capitano non vuol dire solo indossare una fascia al braccio. Significa essere una guida, un esempio, una persona su cui la squadra può sempre contare, sia nei momenti difficili che in quelli di gioia. Nel calcio femminile questo ruolo è ancora più importante, perché rappresentiamo un modello per molte ragazze, soprattutto per quelle che sognano di giocare».

Quanto è difficile conciliare calcio, lavoro e famiglia?

«Arrivare sempre al campo e partecipare agli allenamenti non è semplice: ci sono sacrifici quotidiani, tra lavoro, famiglia, stanchezza e soprattutto gli impegni di una mamma. Ci alleniamo due volte a settimana, il lunedì e il giovedì, in serata: a volte alle 19, altre alle 20, cercando di trovare un orario comodo per tutte».



Cosa succede quando scendete in campo?

«Dimentichiamo tutto quello che abbiamo fatto durante il giorno. Lo mettiamo in secondo piano, perché il calcio diventa parte di noi. Parlo a nome di tutte: tutte le mamme adorano il calcio, si divertono molto e hanno preso questa iniziativa davvero sul serio».

Cosa rappresenta per lei il calcio, oltre allo sport?

«Adoro il calcio perché è una vera scuola di vita. Insegna rispetto, determinazione, il coraggio di non mollare mai. Molte mamme lo hanno dimostrato sin dal primo giorno. E siamo un gruppo molto compatto, perché il calcio ci insegna che da soli si va veloci, ma insieme si va lontano: questo è un motto molto importante per noi mamme».

Il calcio femminile è cresciuto in modo esponenziale?

«Giocare in una scuola calcio femminile è fondamentale per me. È un luogo dove ogni ragazza può sentirsi accolta, valorizzata e rispettata. Stiamo cercando di costruire non solo atlete, ma donne forti, sicure e consapevoli del proprio valore. Il calcio non è solo uno sport: è sacrificio, amore, passione, sogno. E sono orgogliosa di farne parte, come prima e oggi, da mamma».

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Nunzio Currenti

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