05 Febbraio 2026
Sant’Agata, simbolo di resilienza, libertà e dignità

La sua storia attraversa i secoli e ci parla ancora oggi di una donna che rifiutò ogni forma di imposizione e violenza per difendere la propria identità, la propria integrità e la propria libertà di scelta.Vedo in lei il volto di tutte le donne che ogni giorno lottano per essere rispettate, ascoltate e libere.
Il martirio di Agata non è un episodio lontano o mitizzato: è un richiamo potente contro ogni forma di sopraffazione
Agata fu punita perché disse “no”. Perché difese sé stessa. Perché non accettò che il suo corpo diventasse luogo di dominio. Oggi, pur in forme diverse, troppe donne continuano a vivere violenze fisiche, psicologiche, economiche e sociali. Collegare la memoria di Agata alla realtà contemporanea significa riconoscere che la sua battaglia appartiene ancora al presente e ci chiama alla responsabilità collettiva.
Sant’Agata è una figura straordinariamente moderna: una giovane che rivendica il diritto di decidere della propria vita
Ai ragazzi e alle ragazze di Catania ricorda che nessuno deve mai rinunciare alla propria libertà per paura, per pressione sociale o per violenza. Agata ci insegna che la dignità è un valore irrinunciabile, e che la forza non è mai aggressività, ma consapevolezza. Le nuove generazioni devono sapere che la libertà è un bene da difendere ogni giorno, in ogni scelta.
Le pari opportunità non sono solo leggi o regolamenti: sono un impegno culturale
La figura di Sant’Agata ci invita a costruire una città in cui nessuna donna debba lottare da sola. Significa promuovere politiche di prevenzione della violenza, sostenere chi denuncia, garantire servizi che tutelino le donne e le famiglie. Significa anche educare al rispetto sin dalle scuole, lavorare con le associazioni, con gli operatori sociali, con ogni realtà che quotidianamente supporta chi vive situazioni di fragilità.
L’esempio di Agata non ci chiede devozione rituale, ma responsabilità concreta
A Catania, Sant’Agata è identità. È appartenenza. È una storia che unisce. Il suo esempio è un’eredità morale che possiamo trasformare in azione civile. Se davvero vogliamo onorarla, dobbiamo fare della nostra città un luogo dove la dignità femminile non venga mai messa in discussione. Dove la libertà delle donne non sia solo un principio, ma una condizione reale.
Dove la forza sia quella di una comunità che sostiene, ascolta e protegge. Questa è la Catania che dobbiamo costruire insieme
Alle donne di Catania voglio dire che la loro voce conta. Che la loro libertà non è negoziabile. Che la loro dignità viene prima di tutto. E che le istituzioni sono — e devono essere — un presidio di tutela, ascolto e vicinanza. L’esempio di Sant’Agata ci ricorda che nessuna donna deve sentirsi sola. E che la forza di una può diventare la forza di tutte.
di Viviana Lombardo, Assessore alle Pari Opportunità (Comune di Catania)






