24 Gennaio 2026

L’ironia come cura: trionfa «Matti da slegare» della Jonica

L’ironia come cura: trionfa «Matti da slegare» della Jonica

GIARRE. Esistono testi teatrali capaci di camminare sul filo sottile che separa il sorriso dalla riflessione profonda, senza mai perdere l’equilibrio. È il caso di “Matti da slegare“, l’ultima fatica della Compagnia Teatrale Jonica approdata sul palco del Cine Teatro “Garibaldi” di Giarre, che si conferma ancora una volta un presidio culturale fondamentale per il territorio.
Un’architettura scenica di rara precisione
Sotto la guida sapiente di Eugenio Patanè, qui in veste di regista, la pièce trasforma il tema del disagio psichico in un dispositivo comico perfetto. La trama è un brillante escamotage narrativo: un gruppo di pazienti, trovando il proprio terapeuta svenuto, decide di improvvisarsi “staff medico” pur di non rinunciare alla sacralità della terapia.
La regia di Patanè brilla per il ritmo: i tempi scenici sono sincroni, quasi musicali, supportati dal sound design di Salvo Sipala che scandisce con precisione i passaggi emotivi. Notevole anche l’impatto visivo: la scenografia curata da Gaetano Venuto e Mariangela Grasso restituisce un ambiente moderno e funzionale, specchio di una modernità che troppo spesso fatica a gestire le fragilità dell’anima.
Un cast corale ed empatico
Il cuore pulsante dell’opera risiede nelle interpretazioni del cast, capace di tratteggiare le nevrosi dei personaggi con estrema delicatezza: Rita Composto incarna con verve le ansie dell’ipocondriaca; Elvira Piacenti restituisce le oscillazioni emotive della bipolare; Angela Giammuso e Veronica Scandurra offrono prove solide rispettivamente nel ruolo della paranoide e della germofobica; Gaetano Venuto tratteggia con precisione le manie del suo personaggio affetto da DOC; Manuela Antoci (la segretaria sognatrice) e Rosario Rizzieri (lo psicologo “fuori servizio“) completano un mosaico di varia umanità che conquista il pubblico.
Il messaggio: oltre lo stigma
Ciò che rende “Matti da slegare” uno spettacolo imperdibile è la sua capacità di rifuggire il patetismo. La follia non è trattata come una condanna, ma come una lente diversa attraverso cui guardare il mondo. Il riscatto sociale passa per l’amicizia, l’arte e l’ironia, rendendo la commedia un vero e proprio inno alla dignità. Come ha detto al Termine il regista Patanè: “Questa commedia cade in un momento particolarmente difficile per le popolazioni colpite dal ciclone, che per molti di noi sono gli altri, ma come diceva Andrea Camilleri: Non bisogna mai avere paura dell’altro, perchè tu, rispetto all’altro, sei l’altro. Quindi se possiamo rendiamoci utili nei confronti di chi ha perduto casa e lavoro“. 
Appuntamenti
Per chi volesse lasciarsi deliziare dalla bravura degli interpreti, l’ultima replica è fissata per domani, domenica 25 gennaio 2026, alle ore 17:30 presso il Cine Teatro Garibaldi.
La stagione della Compagnia Teatrale Jonica non si ferma qui, come ha ricordato il presidente Giambattista Galeano: il prossimo appuntamento è previsto per l’11 e 12 aprile 2026 con l’atteso “Uno sguardo dal ponte”, per la regia di Carmelo Rosario Cannavò. Un cambio di registro che conferma l’eclettismo e la qualità di questa storica realtà teatrale.
Mario Pafumi

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Mario Pafumi

Mario Pafumi

mario.pafumi@tiscali.it Mario Pafumi (OdG Sicilia N° 165054) Classe 1956. Giornalista pubblicista dal 1993. Sono stato responsabile di diversi uffici stampa e direttore responsabile di alcune testate cartacee e online. Dal 1990 corrispondente del Giornale di Sicilia, e dall'apertura, di GdS online. Redattore di Freepressonline dal 2024.