24 Gennaio 2026
Catania, degrado alla fontana di Proserpina

La grande vasca è asciutta, le griglie divelte e arrugginite
Siamo a Catania, davanti la fontana del Ratto di Proserpina, accanto alla stazione ferroviaria centrale di Catania. Un luogo attraversato ogni giorno da pendolari, turisti e cittadini. L’opera monumentale, che dovrebbe essere il biglietto da visita della città racconta invece, una storia di degrado e abbandono.
COM’ERA … COM’È
- foto di Francesco Lombardi
- foto di Giovanni dall’Orto
- foto di Giovanni dall’Orto
- foto di Davide Anastasi
Poco più in là, sulle panchine accanto alla fontana, la scena è ancora più desolante. Vestiti, coperte, indumenti sparsi a terra e lasciati sulle sedute: segni evidenti di una zona completamente fuori controllo, trasformata in un luogo di degrado quotidiano sotto gli occhi di tutti. Siamo a pochi metri dall’ingresso della stazione ferroviaria di Catania, attraversata ogni giorno da pendolari, turisti e cittadini.
Freepressonline aveva già documentato l’abbandono della fontana il 15 ottobre 2025: a quel tempo l’acqua riempiva la vasca che si presentava piena di rifiuti. Carmelo Scaletta, abitante della zona, commentava sconsolato: “Non chiamatela fontana, né monumento: il Ratto di Proserpina è diventata una discarica a cielo aperto.” Ogni mattina gli operatori trovano rifiuti di ogni tipo e lanciano un appello: recintare la fontana con un’inferriata alta almeno due metri. Un tempo, questa era una zona vivace, frequentata dalle famiglie: “Oggi resta solo incuria e degrado, e a pagarne le conseguenze è proprio la fontana di Proserpina,” racconta Manuele Di Costanza.
Eppure questa è una delle fontane monumentali più importanti della città. Realizzata nel 1904 dallo scultore Giulio Moschetti, la fontana racconta il mito del ratto di Proserpina, rapita da Ade proprio in Sicilia, simbolo di fertilità, ciclicità delle stagioni e legame profondo con questa terra.

Fontana di Proserpina, foto del 1905 (autore anonimo)
Un’opera imponente e innovativa per l’epoca, con una grande vasca in cemento, cavalli marini, sirene e il drammatico gruppo scultoreo di Ade e Proserpina, pensata per accogliere chi arrivava in città e valorizzare l’area della stazione.
Oggi, però, l’acqua non scorre più. Restano solo incuria, vandalismi e silenzio istituzionale. Un patrimonio storico e artistico lasciato al suo destino, mentre il degrado cresce giorno dopo giorno.
Cinque anni fa è stata restaurata, come documenta questo scatto

Fontana di Proserpina, foto di Roberto Viglianisi
Insomma, un silenzio che pesa, perché questo scempio non è nascosto: è qui, davanti alla stazione ferroviaria di Catania, sotto gli occhi di tutti. E racconta una città che troppo spesso dimentica la propria bellezza e la propria storia.











