24 Gennaio 2026

Catania, atti intimidatori nei confronti della scuola pubblica

Catania, atti intimidatori nei confronti della scuola pubblica

C’è un grave aspetto che in una città come Catania, dove la cultura mafiosa è più pericolosa della mafia stessa, non può continuare ad essere considerato marginale

Mi riferisco agli atti intimidatori che si susseguono nei confronti dell’Istituzione scolastica pubblica statale e, quindi, anche nei confronti delle studentesse e degli studenti, perché danneggiare le scuole è nel DNA di chi vuole contrastare il diritto allo studio per il controllo mafioso del territorio.

L’ultimo episodio ha interessato il plesso dell’Istituto Comprensivo Statale “A.Montessori – P.Mascagni” sito in via Bainsizza, nel quartiere San Leone, che ha subito pochi giorni fa la distruzione di armadi, registri, materiali didattici e di tanto materiale cartaceo. Ma non bastava, bisognava colpire direttamente le alunne e gli alunni e sono stati distrutti anche i loro lavoretti natalizi e i lavoretti realizzati per l’open day.



Negli ultimi anni sono 6 gli edifici scolastici violati e danneggiati:

  • Istituto “Pestalozzi”: dicembre 2025, un vile incendio di chiaro stampo mafioso distrugge la biblioteca “Alessia nel Paese delle Meraviglie” intestata alla memoria di una bambina che frequentava l’Istituto;
  • Istituto “V.Brancati”: gennaio 2024, danneggiate aule, corridoi e segreteria, appiccato il fuoco a documenti e sottratto apparecchiature come le LIM;
  • Istituto “Campanella-Sturzo”: 2021, furto con danneggiamenti causano danni per circa 50 mila euro;
  • Istituto “Livio Tempesta”: subisce negli anni furti di attrezzature tecnologiche (computer e tablet). Danneggiato anche un laboratorio di informatica;
  • Istituto “Vittorino da Feltre”: negli anni diversi furti e danneggiamenti;
  • Ex sedi “Brancati”: le sedi dell’Istituto, abbandonate e senza vigilanza, subiscono furti e sono state vandalizzate e praticamente distrutte.

Purtroppo però per gli attacchi alle scuole penalmente
non paga mai nessuno e mandanti ed esecutori rimangono ignoti.

Claudia Urzì, responsabile provinciale Usb Scuola Catania

redazione

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