23 Gennaio 2026
Tempesta a Ognina e Aci Trezza: pescatori denunciano rischi

Dopo la notte di tempesta che ha devastato la costa etnea, i porticcioli di Ognina e Aci Trezza registrano non solo danni a barche, strutture e moli, ma anche tensioni tra gli operatori del settore e le autorità competenti
I pescatori e gli armatori ringraziano Polizia di Stato e Polizia Municipale per gli interventi di soccorso alle persone, ma denunciano la quasi totale assenza della Guardia Costiera.
“Il giorno prima e durante l’uragano abbiamo visto solo vigili urbani e Polizia di Stato, che ringraziamo per aver salvato vite. Uomini della Guardia Costiera non ne abbiamo visti” racconta Sebastiano Spampinato, rappresentante dell’Associazione Pescatori Marittimi Professionali.
Una barca sotto custodia giudiziaria affonda in porto
La barca era sottoposta a custodia giudiziaria dalla marineria di Siracusa e quindi non nella disponibilità dei proprietari, né movimentabile dal molo in cui si trovava.
Una barca sotto custodia dello Stato che affonda in porto solleva interrogativi sulle responsabilità istituzionali, sulla sicurezza portuale, sul rischio ambientale e sulla gestione dei beni sequestrati.
Operatori del settore ricordano che non si tratta di un caso isolato. Negli anni, diverse imbarcazioni sotto custodia pubblica sono affondate o si sono deteriorate, creando pericoli per la navigazione, il decoro portuale e l’ambiente marino. La Federazione Armatori Siciliani aveva già segnalato simili criticità, definendo alcune aree portuali come veri e propri “cimiteri di barche”.
Moli a rischio e richieste degli operatori
Il timore principale riguarda i moli, già segnalati come vulnerabili. Gaetano Iudica, armatore di Ognina, spiega:
“Negli anni avevamo presentato esposti in Procura e documentato i fondali scavati dal mare. Dopo l’uragano, dobbiamo solo ringraziare il cielo che il molo non sia affondato. Ma alle prossime mareggiate il rischio aumenta.”
La Federazione Armatori Siciliani sottolinea come le segnalazioni sulle carenze di sicurezza dei porti minori della costa etnea siano state ripetute nel tempo, evidenziando insufficienza delle opere di protezione, fondali alterati e strutture esposte alle mareggiate.
Gli operatori ora chiedono:
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Verifiche tecniche immediate sui moli
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Accertamenti sulla stabilità delle strutture
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Comunicazioni ufficiali sulla sicurezza per il transito pedonale
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Interventi strutturali urgenti prima delle prossime mareggiate
“Non vogliamo polemiche, ma sicurezza. Qui non si parla solo di barche, ma di persone” concludono pescatori e armatori locali.






