22 Gennaio 2026
Ciclone Harry, la zona industriale di Catania ancora allagata

Ciclone Harry colpisce Catania: la zona industriale torna sott’acqua. Sindacati chiedono interventi strutturali e sicurezza per lavoratrici e lavoratori
I gravi danni provocati dal ciclone Harry sul territorio catanese ripropongono, con drammatica puntualità, una verità che non può più essere ignorata: ancora una volta a pagare il prezzo più alto è la zona industriale di Catania, oggi completamente allagata.
Nella conta dei danni pesa un’area che da anni avrebbe dovuto essere oggetto di un ripensamento profondo e strutturale, mai realmente affrontato. Ogni evento climatico avverso mette a nudo le stesse fragilità: un sistema infrastrutturale inadeguato, una pianificazione assente e una visione limitata alla sola emergenza.
Quando si parla della zona industriale di Catania si fa spesso riferimento a singoli interventi, opere parziali, soluzioni temporanee. Mai, però, a un piano complessivo, organico e di lungo periodo capace di mettere in sicurezza quella che dovrebbe essere la culla dell’Etna Valley, il cuore produttivo e occupazionale del territorio.
CGIL, CISL e UIL di Catania si rivolgono ancora una volta al Comune di Catania, chiamato ad assumersi fino in fondo la responsabilità di una programmazione seria, moderna e coerente con cambiamenti climatici ormai strutturali.

L’appello è rivolto anche a Confindustria, affinché svolga un ruolo attivo nel promuovere una nuova visione condivisa, capace di incidere realmente sulle scelte strategiche
In questo contesto, le organizzazioni sindacali esprimono forte sconcerto per le decisioni di alcune aziende che, di fronte a una tempesta di acqua e vento ampiamente prevedibile, non hanno ritenuto prioritario tutelare la sicurezza dei lavoratori, evitando la chiusura degli stabilimenti nelle ore più pericolose.
Scelte ritenute miopi e inaccettabili, perché la salvaguardia delle persone deve sempre prevalere su qualsiasi esigenza produttiva.
Continuare a subire passivamente gli effetti di eventi climatici prevedibili significa accettare che a rimetterci siano sempre l’economia del territorio, la tenuta delle imprese, l’occupazione e soprattutto la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.
È il momento di dirlo con chiarezza:
Senza un cambio di passo deciso, senza una pianificazione integrata e senza investimenti mirati alla messa in sicurezza definitiva dell’area industriale, Catania continuerà a perdere competitività, lavoro e futuro.
CGIL, CISL e UIL ribadiscono la propria disponibilità a un confronto serio e responsabile. Ma il tempo delle analisi è finito: serve una scelta politica e industriale chiara, coraggiosa e immediata, perché il futuro del lavoro e dello sviluppo non può più essere lasciato in balia delle emergenze.
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