19 Gennaio 2026
Via Castromarino, arriva la segnalazione: “Sfollata per sempre”

Alla redazione di Free Press Online è giunta la segnalazione della professoressa Oriana Pappalardo: sfollata per sempre da via castromarino.
La moderna psicologia afferma che per elaborare un trauma è necessario parlarne, affrontarlo, al fine di superarlo o almeno accettarlo.
Di certo parlarne ancora dopo 6 anni conferma che, nonostante i tentativi di andare oltre anche con l’aiuto di professionisti, il ricordo terribile resta nell’animo e si manifesta negli incubi notturni onnipresenti e condiziona i sogni a occhi aperti e qualsiasi cosa è spesso vincolata dal crollo della nostra palazzina il 20 gennaio 2020, mentre al di sotto di essa transitava la TBM della Cmc Ravenna, che stava scavando il tunnel per la costruzione della tratta Stesicoro-Palestro. Da allora il tempo si è fermato, alcuni di noi non sono sopravvissuti alla tragedia, gli altri vivono oppressi dall’ombra dell’abbandono e dell’ingiustizia.
Ogni anno per me è doveroso ricordare i fatti, che Catania ha volutamente dimenticato già pochi giorni dopo, per rispetto verso me stessa, della mia famiglia e degli altri sfollati che, con le lacrime agli occhi, contemplano quotidianamente le nostre case come la tomba di un familiare. Quel luogo così caro, è diventato il sepolcro della fiducia nelle istituzioni e nella giustizia, lì è morta la speranza di un futuro migliore, è morta la serenità mentale e si va avanti solo perché i nostri figli, ormai cresciuti, privati in quella notte persino dei loro giocattoli, hanno diritto di avere quella serenità che hanno perso nell’infanzia a causa di questo evento.
In questi lunghi sei anni, raramente si è parlato di noi e della nostra triste situazione, ovunque si declamano le presunte virtù della metropolitana che, invece di aiutare la vita delle persone, è diventata un mostro che lacera e squarcia case. Senza remore, affermo che siamo stati il capro espiatorio di lavori fatti con superficialità e solo certi adulatori credono che il crollo sia stato un imprevisto geologico imprevedibile, un imprevisto talmente inimmaginabile che in via Reclusorio del Lume si è evitato, salvando stavolta, con mia gratitudine, la serenità di altri catanesi, che hanno vissuto solo disagi, ma non il restare senza casa in piena pandemia Covid 19 e vedere i frutti dei sacrifici distrutti lasciati alla mercè di farabutti.
I fatti sono noti a tutti, chi è una donna o uomo di buona volontà basta che cerchi su un motore di ricerca per conoscere i fatti, per vedere i video di Stefania Petix e di altri bravi giornalisti che si sono occupati di noi, che raccontano di case ormai devastate, inagibili, inabitabili.
Non ci siamo mai arresi, con il nostro avvocato Giuseppe Lipera stiamo tentando ogni strada per avere giustizia in un risarcimento che almeno potrebbe lenire i debiti che abbiamo contratto per andare avanti.
Nessuno però ci riscatterà dell’indifferenza dell’amministrazione prima Pogliese e poi Trantino, che hanno provveduto per fortuna agli sfollati di via Galermo, ma volontariamente ci hanno danneggiato non solo senza provvedere mai ad un’abitazione alternativa, ma anche togliendo per presunti problemi di sicurezza le utenze al nostro palazzo e creando un’ordinanza che ci obbliga a sistemare ciò che altri hanno devastato.
In sintesi: distruggere la vita altrui in Italia è lecito e nessuno pagherà mai per questo, “Amara a cu ci ammatti” avrebbe detto mio nonno.
Qualcuno leggendo queste mie parole dirà che non facciamo altro che fare le vittime, fatto che conferma la loro mancanza di empatia verso il prossimo, ma non importa, ne ho sentite di ogni genere contro di noi, è facile massacrare i deboli ed esaltare i potenti; in ogni caso io ogni anno ricorderò ai catanesi di buon cuore – spero che ve ne siano ancora – ciò che è successo a noi e che poteva accadere e potrà ancora accadere a chiunque, magari rifletteranno un po’ di più in cabina elettorale, prima di decidere chi costituirà la prossima amministrazione catanese.
La senatrice Segre afferma che la memoria è un vaccino contro l’indifferenza e ricorda che ciascuno di noi ha una coscienza con cui contrastarla. Io spero d’ora in poi che essa si adoperi sempre quando si agisce, soprattutto se si ha nelle mani la vita degli altri. C’è sempre tempo nel fare la cosa giusta.






