16 Gennaio 2026
Spaghetti Killer Maria Basso: Si scava sulle cause del decesso

Il processo sulla morte di Maria Basso, l’ottantenne deceduta il 16 dicembre 2022 in circostanze che oscillano tra la fatalità e il delitto, entra in una fase cruciale. Al centro del mistero, un piatto di spaghetti spezzati che, secondo l’accusa, sarebbe diventato un’arma letale.
Nell’ultima udienza celebrata oggi, 16 gennaio 2026, presso l’aula Serafino Famà del Tribunale di Catania, la Corte d’Assise ha tracciato il solco per i prossimi passi di un procedimento che tiene col fiato sospeso l’opinione pubblica, tra il Veneto e la Sicilia.
Il cuore del processo Maria Basso: omicidio o causa naturale?
Imputata nel processo è la nipote della vittima, Paola Pepe, accusata di omicidio e circonvenzione di incapace. La vicenda ruota attorno a un repentino cambio di vita e di testamento: Maria Basso da Asiago, in Veneto, si era trasferita in una casa di riposo ad Aci Castello, cambiando poco dopo le proprie ultime volontà in favore della nipote, indicata come “erede universale”.
Le indagini, condotte Carabinieri di Acireale e coordinate dalla PM Michela Maresca, sono scattate in seguito alle denunce presentate dai cugini della vittima, insospettiti dal rapido declino dell’anziana. Il rebus scientifico: la “polmonite ab ingestis“. Il caso, infatti, è stato ribattezzato mediaticamente come quello degli “spaghetti killer”.
Spaghetti killer: la data della prossima udienza
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna avrebbe consumato un pranzo a base di spaghetti e dolce fuori dalla struttura, in compagnia della nipote. Pochi giorni dopo, il malessere e il decesso in casa di riposo il 16 dicembre 2022. Il punto di scontro tra accusa e difesa è puramente medico-legale. Secondo l’ipotesi mossa dell’accusa: il cibo solido, che l’anziana non avrebbe potuto deglutire correttamente, avrebbe causato una polmonite ab ingestis, (un’infezione provocata dall’inalazione di cibo nelle vie respiratorie).
La tesi della difesa, invece, è stata chiarita dai consulenti di parte, il medico legale Lucio Di Mauro e l’anatomo-patologo Gaetano Bulfamante, sostengono che non vi sia correlazione tra il pranzo e il malore serale, lasciando aperta la porta all’ipotesi di una morte per cause naturali.
Per risolvere questo “stallo” scientifico, la Corte d’Assise (presieduta da Maria Pia Urso) ha annunciato la nomina di un collegio peritale d’ufficio, che sarà composto da tre specialisti: un medico legale, un neurologo e uno pneumologo.

Processo spaghetti killer Maria Basso – FreePressOnline
Il pool verrà formalizzato il prossimo 27 gennaio 2026. In quella stessa data, il processo si sposterà anche sul fronte economico: verranno ascoltati due militari della Guardia di Finanza per riferire degli accertamenti patrimoniali sui conti dell’imputata. Sarà inoltre sentito Marco Carnazza, proprietario di immobili legati a società riconducibili a Paola Pepe.
Resta ancora in sospeso la decisione della Corte sulla richiesta della difesa (rappresentata dai legali Carmelo Peluso e Dario Riccioli) di ammettere nuovi mezzi di prova secondo ex articolo 507 del Codice di Procedura Penale.
Il processo si gioca su un doppio binario: quello medico, dove la scienza dovrà stabilire se quegli spaghetti furono davvero fatali, e quello patrimoniale, per capire se dietro la morte di Maria Basso si celi un cinico disegno economico.




