15 Gennaio 2026
Sicilia, banche in crisi: cresce il ricorso ai prestiti

Il 2026 si apre con segnali preoccupanti per famiglie e imprese siciliane: la chiusura di filiali bancarie, il maggiore ricorso a finanziamenti personali e la difficoltà nel far fronte alle spese quotidiane mettono a dura prova il risparmio e l’accesso al credito
A fotografare la situazione è la Fondazione Fiba di First Cisl: dal dicembre 2012 al giugno 2025, la ricchezza delle famiglie italiane è aumentata del 20,6%, contro il 45,1% della Francia e il 108,2% della Germania. Considerando l’inflazione, il saldo reale registra un calo del 2%. Il mito degli italiani come “popolo di risparmiatori” appare ormai superato: il tasso di risparmio lordo è inferiore alla media dell’area euro e nettamente sotto quello delle principali economie europee.
“La desertificazione bancaria avanza con la chiusura o l’accorpamento degli sportelli – sottolinea Fabio Sidoti, Segretario generale di First Cisl Sicilia – creando problemi di fruizione dei servizi, con forti disagi per famiglie e imprese, soprattutto nelle aree interne, penalizzate da carenze infrastrutturali e digitali”.
Sidoti evidenzia anche il paradosso della situazione:
“Le filiali chiudono mentre nascono nuove finanziarie, segnale di un malessere che va affrontato con misure di contrasto, per evitare forme parallele di assistenza al di fuori della legalità. La Sicilia paga inoltre la mancanza di banche locali: oltre alle BCC, rimane attiva solo la BAPS, insufficienti a mantenere centri decisionali nella regione”.
Per questo, First Cisl rilancia la proposta di istituire un Osservatorio regionale sull’attività bancaria, capace di monitorare il settore, analizzare i problemi e proporre interventi concreti, nel rispetto dell’articolo 47 della Costituzione, che tutela il credito e favorisce l’accesso al risparmio.





