15 Gennaio 2026
Quartett con Viola Graziosi e Maximilian Nisi debuttano a Catania

Una lunga escalation di spettacoli verranno ospitati a Catania nel 2026 e uno di questi è quello del Quartett con Viola Graziosi e Maximilian Nisi.
Il ballo macabro dell’anima umana. Un duello serrato, feroce, intellettuale, carnale tra due esseri in rovina… Ecco cos’è Quartett, la pièce di Heiner Muller che debutta in prima nazionale martedì 20 gennaio, alle 21, al Piccolo Teatro della Città.
Lo spettacolo, poi, sarà in replica il 21 gennaio, per poi spostarsi al Teatro Massimo di Siracusa, il 23 e il 24 gennaio.
Atteso a Catania il nuovo spettacolo Quartett!
Protagonisti dello spettacolo sono Viola Graziosi e Maximilian Nisi, che ne cura anche la regia. Prodotto dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale, lo spettacolo, con la traduzione di Saverio Vertone, vanta le musiche di Stefano De Meo e le scene e i costumi di Vincenzo La Mendola.
Dopo le date siciliane, lo spettacolo partirà per la tournée nazionale con le prime tappe al Teatro Franco Parenti di Milano (dal 27 gennaio a giorno 1 febbraio) e alla Sala Bartoli del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia (il 2 e 3 febbraio).
Al centro della storia ci sono la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont: due figure emblematiche dell’aristocrazia del XVIII secolo, spogliate di ogni maschera sociale, chiuse in un bunker fuori dal tempo e dallo spazio.
L’opera di Heiner Müller non racconta una storia, ma scava un abisso. In uno spazio claustrofobico, fatiscente, illuminato da luci fioche, il tempo è scandito dal ticchettio di un orologio. Ogni battuta è una lama, ogni silenzio un colpo trattenuto. In questo luogo sospeso, isolato da un mondo esterno devastato, i due personaggi rievocano, attraverso un perverso gioco di ruolo, le loro conquiste, i tradimenti, i fantasmi. Ma il cuore del dispositivo scenico è lo scambio di ruoli. Valmont diventa Merteuil, Merteuil interpreta Valmont. Poi impersonano Madame de Tourvel e Cécile de Volanges, le vittime sedotte.

Le identità si mescolano, si sovrappongono, si deformano. Il corpo dell’altro diventa maschera, specchio, campo di battaglia. In questa vertigine performativa, Müller interroga le dinamiche del potere, del desiderio, del genere e della sua rappresentazione. Merteuil e Valmont non cercano amore: lo usano come arma. Non bramano l’altro: ne studiano la rovina.
La passione diventa strumento di dominio, di controllo, di vendetta. Müller affonda la penna nella carne dei personaggi con sarcasmo, crudeltà e una lucidità spietata, mettendo in scena un teatro della mente dove il potere e la seduzione sono atti terminali. Il linguaggio è crudo, frammentato, interrotto: riflesso di un mondo che ha perso il senso, dove la comunicazione è fallita e resta solo l’eco del desiderio e della distruzione. L’umorismo è nero, la follia si mescola alla lucidità, la decadenza morale si fa forma scenica. Quartett è un rito oscuro, in cui lo spettatore è testimone e prigioniero.




