15 Gennaio 2026

Legalità all’I.C. «Don Milani». Accordino: «la mafia teme la scuola»

Legalità all’I.C. «Don Milani». Accordino: «la mafia teme la scuola»

Paternò, Progetto Legalità all’I.C. “Don Lorenzo Milani”: incontro con Francesco Accordino nel ricordo di Cassarà, Montana e Zucchetto

Mattinata dedicata alla memoria e all’impegno civile all’Istituto comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Paternò, dove si è svolto un nuovo appuntamento del Progetto Legalità, promosso e coordinato dal professore Marcello La Venia. L’incontro, ospitato nell’auditorium scolastico, è stato aperto dal dirigente scolastico Carmelo Santagati, che ha accolto l’ospite e gli studenti, sottolineando il valore educativo di iniziative che puntano a formare coscienze libere e responsabili.



Sulle pareti dell’auditorium, i cartelloni realizzati dagli studenti nel corso delle precedenti attività sulla legalità, con frasi simbolo che hanno accompagnato il percorso educativo della scuola: «Se qualcuno fa qualcosa allora si può fare molto» di don Pino Puglisi e «Senza una coscienza, noi, da soli, non ce la faremo mai» di Rocco Chinnici.

Ospite dell’incontro il dottor Francesco Accordino, poliziotto italiano di primo piano, protagonista della lotta a Cosa nostra a Palermo negli anni della sanguinosa guerra di mafia tra i corleonesi e i boss storici del capoluogo. Accordino ha dialogato con gli studenti ricordando Antonino Cassarà, Giuseppe Montana e Calogero Zucchetto, figure centrali della lotta alla mafia negli anni più difficili di Palermo. Un racconto diretto, intenso, capace di restituire il clima e le contraddizioni di un’epoca in cui combattere Cosa nostra significava spesso lavorare in solitudine.

Ai nostri microfoni, Accordino ha dichiarato:

«La Squadra Mobile è desiderata da quasi tutti i poliziotti. Io fin dall’inizio sono stato prima alla squadra mobile di Torino e poi a quella di Palermo e siamo arrivati assieme, io e Cassarà, alla squadra mobile di Palermo dopo Boris e Giuliano. Mentre io andai alla Omicidi, al posto di Giuliano, Cassarà andò alla Investigativa, che è la sezione che si occupa dell’intelligence e delle indagini antimafia».

E ancora:

«Le due sezioni, l’Omicidi e l’Investigativa, a Palermo vanno di pari passo, tant’è vero che noi abbiamo fatto il rapporto a carico di Michele Greco (mafioso siciliano, soprannominato “il Papa” per la sua abilità nel mediare tra le famiglie di Cosa Nostra) da cui è scaturito il Maxiprocesso ed è firmato sia da me sia dal dottore Cassarà».

Accordino ha poi ricordato il contesto in cui operava la Squadra Mobile:

«La Squadra Mobile  veniva chiamata “l’avamposto degli uomini perduti” perché ci sentivamo soli a Palermo di quegli anni. Combattevamo i mafiosi laddove non si nominava la parola mafia».

Un passaggio è stato dedicato all’evoluzione di Cosa Nostra:

«Oggi si parla spesso di mafia silenziosa, che non uccide più in modo plateale ma agisce in soffiato. Non è più la mafia del mafioso con la coppola, dei campi e dei campieri, ma una mafia che si presenta in doppio petto, con la valigetta, capace di muoversi nel mondo degli affari e della finanza. È ancora attuale un motto del giudice Giovanni Falcone: dobbiamo seguire i soldi».

Rivolgendosi ai ragazzi, Accordino ha sottolineato il valore della scuola come primo argine alla criminalità organizzata:

«La mafia non ha paura della polizia, dei carabinieri o della finanza, ha molto più paura di voi, della scuola, della cultura. Il mio compito è quello della memoria, è quello di tramandare la memoria di queste persone che hanno lasciato la vita per la legalità e per la civiltà di questo Paese».

L’incontro si inserisce in un percorso educativo più ampio, che l’I.C. “Don Lorenzo Milani” porta avanti da anni, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla cultura della legalità attraverso testimonianze dirette, memoria storica e partecipazione attiva. Un impegno che, come ricordato più volte nel corso della mattinata, parte proprio dalla scuola per costruire cittadini consapevoli.

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Chiara Lucia Germenà

Chiara Lucia Germenà

Chiara Lucia Germenà (OdG Sicilia N^ 177881). Classe 1996. Giornalista e Dott.ssa in “Lingue e Letterature Comparate”. Appassionata di cultura e spettacolo: “Se non mi trovi cercami sottopalco".