14 Gennaio 2026
«Atareddi», memoria e devozione popolare belpassese

Maria Rosa Vitaliti guida il recupero degli altarini storici del territorio
Freepressonline ha accompagnato la presidentessa dell’Archeoclub d’Italia Sez. Belpasso, Maria Rosa Vitaliti, in un percorso di riscoperta e documentazione degli altarini che punteggiano il territorio, con l’obiettivo di aggiornare e riscrivere il suo libro Atareddi, preziosa testimonianza della devozione popolare belpassese.
- Altarino Via Nicolosi, foto di Chiara L. Germenà
Tra i luoghi da riportare al loro antico splendore c’è l’altarino di Via Nicolosi, oggi in condizioni critiche. La presidentessa lancia un appello all’amministrazione comunale affinché intervenga per salvaguardare questo patrimonio identitario, che appartiene a tutta la comunità.

«Il basolato storico che circonda l’altarino, costruito nel 1886 da Condorelli, è stato danneggiato più volte da camion – spiega Vitaliti – Sarebbe opportuno predisporre dei paletti di protezione per evitare ulteriori danni. I cittadini di Borrello lo hanno sempre mantenuto e molti ci hanno chiesto di intervenire».
Gli altarini di Belpasso, come quelli a Tempietto, sono legati alla storia delle eruzioni dell’Etna e alle devozioni dei cittadini
«Se questi terreni fossero stati salvati dalla lava del 1886, qui sarebbe stato costruito il Tempietto – racconta Vitaliti – La storia, i personaggi che l’hanno realizzato e le promesse dei cittadini sono documentati nel mio libro, che spero di ripubblicare come memoria viva del popolo di Belpasso».
Tra gli altarini più significativi si trova l’altarino della Cisterna Regina, nel quartiere Borrello, lungo la strada che collega Belpasso a Nicolosi. Si tratta di un sito archeologico prezioso ma abbandonato, sul quale Maria Rosa si batte da oltre vent’anni per il consolidamento e il ripristino.
- Altarino Cisterna Regina, foto di Chiara L. Germenà
«I beni culturali, se non producono ritorni politici, spesso non interessano a nessuno – denuncia la presidentessa – Noi avevamo anche ipotizzato un parco culturale multifunzionale in quest’area, sfruttando gli spazi per iniziative come il presepe vivente con cavalli, che richiamasse la storia della casina della Regina Eleonora D’Angiò».
Il lavoro di valorizzazione è stato costante: l’Archeoclub e il CAI hanno ripulito i siti, tracciato sentieri e documentato tutto. Tuttavia, le difficoltà economiche e la mancanza di sostegno da parte delle amministrazioni hanno spesso bloccato i progetti.
«Belpasso dovrebbe offrire la cultura come altri comuni – sottolinea Vitaliti – Qui invece prevalgono interessi contrapposti e si fatica a ottenere anche ciò che è di pubblico valore. Il nostro motto resta documentare ogni cosa: tutto è documentabile».
Durante le visite, Maria Rosa Vitaliti ha osservato nuove crepe e segni di deterioramento sugli altarini, che testimoniano l’urgenza di interventi di consolidamento. La quattordicesima edizione della manifestazione “Salviamo l’altarino Cisterna Regina” ha ribadito l’impegno della comunità e delle associazioni per raccogliere fondi destinati alla tutela degli altarini, la cui inclinazione ha già superato il 30%.
«Prima del restauro, come sottolinea la Sovrintendenza, è necessario consolidare le strutture. Anche il restauro delle immagini sacre diventa sempre più complicato senza un intervento tempestivo».
Il patrimonio religioso e storico dei quartieri di Belpasso è vasto e variegato. Nel quartiere Borrello, l’altarino denominato ‘A Cruci, risalente ai primi anni del Novecento, è dedicato alla Madonna e rappresentava un punto di incontro durante le celebrazioni del mese di maggio e le novene natalizie. L’altarino della Madonna della Consolazione, del seicento, restaurato nel 1976 dalla famiglia Scarpinato, conserva la tradizione della processione del Corpus Domini, che ancora oggi anima il quartiere.
Nel quartiere San Giuseppe, in Contrada Vitaliti, sorge un altarino del 1944 costruito da Pietro Rapisarda dopo un sogno. Qui si celebravano pranzi comunitari con dolci di San Giuseppe e le nuove generazioni venivano educate alla memoria e alla tradizione religiosa.
Fuori dal centro abitato, nella zona della Gambarella, un tempietto rurale eretto da Palmira Parlagreco nel 1946 ricorda la grazia ricevuta durante la Seconda guerra mondiale: il marito aviatore, destinato all’Africa, fu salvato grazie alle preghiere della moglie alla Madonna del Buon Consiglio. Lungo la strada comunale decima, un altro tempietto votivo dedicato a Santa Lucia, costruito nel 1991 su terreno donato dai fratelli Platania, testimonia la continuità della devozione popolare.
«Queste piccole storie e testimonianze sono il fulcro della memoria di Belpasso – conclude Maria Rosa Vitaliti – Molti anziani che le raccontavano sono scomparsi, e trasmettere questa memoria è fondamentale per conoscere il passato, agire nel presente e progettare il futuro».
L’Associazione Archeclub di Belpasso, guidata da Maria Rosa Vitaliti da 24 anni, continua così a documentare, salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico e religioso di Belpasso, custode di tradizioni uniche che legano la comunità alla propria storia.







