11 Gennaio 2026
Reinserimento in società per i detenuti

Firmato un Accordo di collaborazione per attività di volontariato a valenza riparativa tra Arcidiocesi e l’Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna
Un’opportunità di reinserimento nella società per chi ha sbagliato violando la legge ed è stato condannato ad una pena detentiva per reati di minore gravità. E’ quanto scaturisce dall’ “Accordo di collaborazione per attività di volontariato a valenza riparativa e percorsi di reinserimento lavorativo” firmato tra Arcidiocesi e l’Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna (Udepe) del capoluogo etneo. Documento firmato dall’arcivescovo Luigi Renna e dalla direttrice Udepe, Maria Pia Fontana, alla presenza del direttore della Caritas diocesana, don Nuccio Puglisi, e del direttore del Servizio di pastorale carceraria, Alfio Pennisi. L’accordo agevola il processo per offrire un’altra opportunità agli autori di reato maggiorenni in attesa di giudizio o condannati che desiderano riconnettersi alla vita sociale e comunitaria attraverso percorsi di volontariato finalizzati ad attivare pratiche riparatorie rispetto ai danni causati alla collettività.
“È un accordo di sistema tra Arcidiocesi e Udepe – spiega l’arcivescovo Renna – per seguire una delle strade migliori, forse la più efficace, per far sì che non ci siano recidivi, per permettere alla persona di acquisire fiducia in sé stessa, offrendo la possibilità di rendersi conto che la sua vita ha un valore perché diventa utile per la collettività. Dare questa opportunità, che è una goccia nel mare, significa mettere in atto la vera idea di giustizia che rispecchia la Costituzione, perché la pena deve essere rieducativa. È un’idea di pena che trova nella visione cristiana naturalmente le sue profonde ragioni”. “L’Accordo – spiega la direttrice Fontana – nasce dalla condivisione di valori e prospettive etiche e pedagogiche. Per rieducare chi ha commesso un reato, porre limiti e divieti non basta. È necessario far sperimentare identità e comportamenti alternativi e solidali per riscattare i danni provocati (a sé e agli altri) attraverso azioni riparatorie e occorre favorire i processi di inclusione. Gli Organismi pastorali possono consentire di fare esperienze di servizio e di tessere legami per ricostruire la propria autostima, mentre compito dell’Udepe è quello di sostenere e presidiare i percorsi individualizzati, in sinergia con la Caritas”.
Presenti alla firma Maurizio Nicita, responsabile regionale di “Seconda chance” associazione del terzo settore, e i rappresentanti della Fondazione Francesco Ventorino, della Casa di accoglienza Rosario Livatino.
In questo cammino sarà la comunità ad avere un ruolo da protagonista:
Beneficerà dell’azione riparativa e al contempo dovrà accogliere e alimentare una nuova prospettiva di vita per l’autore di reato, contribuendo così a ridurre il rischio di recidiva e accrescendo il senso di sicurezza nella collettività. Secondo quanto previsto dall’accordo, le attività di volontariato menzionate si considerano su base gratuita e volontaria e s’inseriscono in un’azione volta alla responsabilizzazione dell’autore all’interno del programma di trattamento individualizzato.
Daniele Lo Porto
Daniele Lo Porto (OdG Sicilia N^ 50259) Classe 1959. Giornalista professionista dal 1992. Sono stato capo dell'Ufficio stampa della Provincia regionale di Catania e redattore di Telecolor. Dal 1984 corrispondente del Giornale di Sicilia, dal 2020 di Tgs e di Freepressonline. Nel 2008 nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.




