10 Gennaio 2026
Sequestrati a Catania oltre 70.000 articoli pericolosi e scoperti due lavoratori in nero

Si è da poco conclusa una nuova operazione messa in atto dai militari della Guardia di Finanza, la quale ha permesso di scoprire ben oltre 70.000 mila prodotti pericolosi e anche due lavoratori non in regola con quanto previsto dalla legge sul lavoro.
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, nell’ambito di un piano straordinario di controlli volti a contrastare la vendita di prodotti non sicuri e non conformi alle normative vigenti, hanno sottoposto a sequestro amministrativo più di 70.000 articoli di vario genere (prodotti per la casa, luminarie e accessori di abbigliamento, ecc.) esposti per la vendita e non riportanti le indicazioni minime ed essenziali previste dalla legge, con specifico riferimento alle informazioni sull’origine, sui loro produttori o importatori comunitari e non, sulla composizione, nonché sulla destinazione di utilizzo degli stessi.
Gli interventi, effettuati dai finanzieri della Compagnia di Paternò, hanno riguardato 6 operatori commerciali con punti vendita nei comuni di Biancavilla, Adrano e Paternò, tutti gestiti da soggetti di nazionalità cinese.
Oltre al sequestro amministrativo e al conseguente ritiro immediato dal commercio dei prodotti in questione, ai titolari sono state comminate sanzioni amministrative complessivamente pari, nel massimo, a oltre 150.000 euro, con
segnalazione dei responsabili alle competenti Autorità amministrative. Durante le attività ispettive è stata rilevata anche la presenza di 2 lavoratori impiegati completamente “in nero“.
Si evidenzia come l’assenza sui prodotti delle indicazioni sulla provenienza e sulla composizione merceologica, oltre a costituire un illecito amministrativo in violazione del “Codice del Consumo“, rappresenti un concreto rischio e una minaccia per la salute dei consumatori finali, in quanto spesso sottende l’utilizzo di materie prime di scarsa qualità, se non addirittura nocive, senza rispettare i rigorosi standard di produzione stabiliti dalla normativa europea e nazionale.
Si tratta di fenomeni illeciti che, al tempo stesso, disvelano la presenza di imprese che operano una concorrenza sleale in danno degli operatori economici rispettosi della legge, alterando in questo modo il mercato di settore.




