09 Gennaio 2026

Sicilia, tribunali in crisi: grave carenza di magistrati

Sicilia, tribunali in crisi: grave carenza di magistrati

Giustizia in Sicilia: grave carenza di magistrati nei tribunali, allarme dell’Unione degli Ordini Forensi

L’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia denuncia una situazione di emergenza strutturale nei tribunali siciliani, con una carenza cronica di magistrati che compromette il regolare funzionamento degli uffici giudiziari e rallenta significativamente i procedimenti civili e penali. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Unione, Rosario Pizzino, che chiede un immediato intervento del Ministero della Giustizia per accelerare le assegnazioni e la copertura dei posti vacanti.

«Non si tratta più di un’emergenza passeggera – afferma Pizzino – ma di una criticità strutturale, con rinvii continui, rotazioni forzate dei magistrati e carichi di lavoro insostenibili per chi rimane in servizio». La situazione influisce non solo sul funzionamento interno della Giustizia, ma anche sui diritti dei cittadini, causando ritardi che possono durare mesi o anni.



Numeri preoccupanti

Secondo il segretario dell’Unione, Giuseppe Di Stefano, i tribunali più critici sono quelli di Messina, Palermo, Agrigento e Caltagirone.

  • A Palermo, mancano 14 magistrati su 71 e 78 Giudici di Pace su 99.

  • Al Tribunale di Caltagirone, la scopertura raggiunge l’81%, con solo 2 magistrati su 5 al civile e 1 su 6 al penale.

  • Situazione simile presso la Procura della Repubblica, con solo 2 togati rispetto ai 5 previsti.

Di Stefano sottolinea come la carenza di personale incida sulla tutela dei diritti dei cittadini, sulla fiducia nello Stato e sul sistema economico locale, compromettendo la certezza dei rapporti giuridici e degli investimenti e indebolendo la percezione di legalità in Sicilia.

L’appello dell’Unione degli Ordini Forensi

L’Unione chiede al Ministero della Giustizia:

  • Accelerare le assegnazioni e coprire i posti vacanti;

  • Revisione delle piante organiche in base alle effettive esigenze e al numero di procedimenti;

  • Misure strutturali, non emergenziali, per garantire continuità e stabilità nella distribuzione dei magistrati;

  • Confronto istituzionale permanente con magistratura e avvocatura nei quattro distretti isolani per una strategia condivisa e duratura.

Pizzino conclude:

«È fondamentale affrontare la crisi della Giustizia con interventi concreti e duraturi, per tutelare i cittadini, rafforzare il sistema giudiziario siciliano e garantire la funzione dello Stato in materia di legalità».

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