09 Gennaio 2026
ETNA | Aggiornamento dell’attività eruttiva | FOTO

Prosegue, in tono minore, l’attività effusiva dell’Etna iniziata il 1° gennaio alla bocca di quota 2100 metri sul livello del mare localizzata all’interno del settore nord-occidentale della Valle del Bove.
In dettaglio, i dati della rete multiparametrica di monitoraggio dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OE) hanno evidenziato che a partire dal 6 gennaio si è verificata una sensibile diminuzione del tasso effusivo alla bocca che ha prodotto l’arresto dei fronti lavici più avanzati localizzati fra i rilevi di Rocca Musarra e Rocca Capra, producendo un graduale arretramento del campo lavico attivo.
In particolare, dai rilievi di terreno e con l’ausilio del drone realizzati dal personale dell’OE durante la giornata odierna è stato evidenziato che dalla bocca di quota 2100 metri viene emesse una colata lavica che si divide in due flussi principali subito ad est di M. Simone i cui i fronti lavici attivi si localizzano a una quota di circa 2000 metri e 1900 metri s.l.m.
A commentare il nuovo aggiornamento circa l’attiva PassioneEtna è un progetto di divulgazione volto alla conoscenza dell’Etna e del territorio siciliano:

Etna in eruzione – FreePressOnline
“Se negli ultimi giorni non vi sto più parlando dell’eruzione dell’Etna è per una scelta personale. Quel che sta succedendo attorno a questo vulcano è talmente assurdo e vergognoso che mi lascia dentro solo un’infinita amarezza.
Chiusure sopra chiusure, scelte sconsiderate, persone che rischiano pene severe per aver tentato di avvicinarsi alla colata lavica, attacchi personali contro vulcanologi solo per aver espresso il loro libero pensiero. Chiuse intere porzioni del vulcano anche lontanissime dal teatro eruttivo. E tutto questo ad eruzione già dichiarata in forte diminuzione.
Credetemi, per quanto potessi immaginare che la situazione sarebbe andata a peggiorare nel corso degli anni, quest’eruzione 2026 ha superato qualsiasi aspettativa potessi avere.
Un’eruzione infinitamente innocua, estremamente semplice da gestire e da vivere. Stavolta lo sarebbe potuto essere davvero.
È un lutto per la società, un lutto per i diritti, un lutto per chi ama l’Etna. E allora io mi fermo, aspetto che passi, sperando che quest’attività possa finire il prima possibile. Non c’è più voglia di fare nulla, solo che tutto questo finisca.
Sono felice che tante persone stiano cominciando a mostrarsi stanche, a protestare… che le associazioni stiano cercando un confronto con le istituzioni. Hanno tutto il mio sostegno e spero che alla fine avranno ragione, ma sta andando talmente male che in questo momento non riesco ad essere positivo“.




