09 Gennaio 2026
Crescita 2026, Sicilia in coda: Antoci interroga l’UE

Previsioni crescita 2026: la Sicilia resta in coda, con Ragusa ed Enna in contrazione. È il quadro allarmante che emerge da un rapporto dell’Ufficio Studi CGIA, secondo cui nel 2026 il PIL della Sicilia crescerebbe solo dello +0,28%, collocando l’Isola tra le regioni con le performance economiche più deboli d’Italia
Ancora più critico il dato relativo a due province siciliane, Enna e Ragusa, che registrerebbero addirittura una contrazione economica.
Uno scenario che mette in luce il rischio concreto di un ampliamento dei divari territoriali, in contrasto con gli obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione europea. Proprio alla luce di queste stime, l’eurodeputato Giuseppe Antoci ha presentato una interrogazione alla Commissione europea, chiedendo quali misure concrete intenda attivare nel 2026 per sostenere la crescita in Sicilia e nelle aree più fragili del Mezzogiorno.
Nel dettaglio, Antoci sollecita Bruxelles a chiarire se siano previste iniziative mirate per le PMI, per la transizione digitale e verde e per il sostegno all’occupazione giovanile, elementi considerati strategici per garantire uno sviluppo reale, strutturale e duraturo della regione.
«Non basta dire che l’Italia cresce – dichiara Giuseppe Antoci – se poi una regione resta in coda e due province vanno in contrazione. Questo significa che la crescita non è equilibrata e che il rischio di divari più profondi è reale, soprattutto nei territori già più fragili».
Secondo l’eurodeputato, l’Unione europea dispone di strumenti finanziari e politiche di supporto adeguate, ma è fondamentale che vengano indirizzati in modo efficace:
«L’Europa ha risorse importanti – conclude Antoci – ma devono essere messe al servizio dei territori che faticano di più, rafforzando la capacità amministrativa locale e puntando su una selezione dei progetti basata su qualità, impatto e tempi di realizzazione. Solo così gli obiettivi di coesione potranno diventare realtà e non restare sulla carta».
Il tema della crescita economica della Sicilia nel 2026 si conferma dunque centrale nel dibattito politico ed europeo, ponendo l’attenzione sulla necessità di politiche mirate e differenziate per evitare che il Mezzogiorno resti indietro rispetto al resto del Paese.




