05 Gennaio 2026
Finto tirocinio nel turismo: sentenza a Catania

Non un tirocinio formativo, ma lavoro subordinato a tutti gli effetti. È quanto ha stabilito il Tribunale di Catania con la sentenza n. 3687 del 15 ottobre 2025, riconoscendo i diritti di una giovane lavoratrice impiegata nel settore turistico, formalmente inquadrata come tirocinante ma di fatto utilizzata come dipendente
La lavoratrice, tesserata CGIL Catania, è stata assistita sin dall’inizio dal sindacato e seguita nel procedimento giudiziario dall’avvocato Giulio Alosi. Il giudice ha accertato che dal 25 novembre 2022 al 23 giugno 2023 la prestazione lavorativa si è svolta con modalità tipiche del lavoro subordinato: orari rigidi, mansioni operative, responsabilità e inserimento stabile nell’organizzazione aziendale.
Il tirocinio extracurriculare, avviato il 7 novembre 2022 per sei mesi, prevedeva 37,5 ore settimanali e un’indennità di 600 euro mensili. Tuttavia, secondo quanto emerso in giudizio, l’attività formativa si sarebbe limitata alle prime due settimane. Già durante il periodo del Black Friday, la tirocinante è stata pienamente impiegata per far fronte ai carichi di lavoro ordinari dell’azienda.
La prestazione è proseguita anche oltre la scadenza formale del tirocinio, senza alcun contratto, fino a giugno 2023. Le testimonianze raccolte hanno escluso l’esistenza di un reale e continuo percorso formativo, confermando invece un utilizzo produttivo della lavoratrice.
Il Tribunale ha quindi condannato il datore di lavoro al pagamento di oltre 13 mila euro per differenze retributive e alla regolarizzazione dei contributi previdenziali.
«Il principio affermato dalla sentenza è semplice e chiaro – commenta Carmelo De Caudo, segretario generale della CGIL di Catania –: il tirocinio serve a formare, non a sostituire posti di lavoro. Quando la formazione viene meno e resta solo il lavoro, il rapporto deve essere riconosciuto per quello che è».
La decisione assume un valore che va oltre il singolo caso, rafforzando la tutela dei tirocinanti e rappresentando un monito per le imprese che utilizzano impropriamente strumenti formativi per coprire esigenze strutturali o picchi di attività.




