03 Gennaio 2026

Polveriera Zen, spari contro la parrocchia: «Chi tenta di intimidire la Chiesa…»

Polveriera Zen, spari contro la parrocchia: «Chi tenta di intimidire la Chiesa…»

Ancora una volta colpi di arma da fuoco contro il portone della parrocchia di San Filippo Neri allo Zen, un gravoso atto che preceduto già da episodi analoghi nei giorni scorsi.

A commentare l’accaduto è stato proprio il fondatore della Compagnia del Vangelo, il giornalista Davide Romano, esprimendo piena e convinta solidarietà alla comunità parrocchiale di San Filippo Neri allo Zen e al suo parroco, padre Giovanni Giannalia.



Un momento di grande paura che rientra dentro uno spirale di grande violenza in continua evoluzione tra gli abitanti e che colpisce, così, la comunità così come dimostrato dall’attacco alla chiesa San Filippo Neri allo Zen.

“Colpire la chiesa è non mai un gesto casuale”

Quanto accade allo Zen si inserisce in una spirale di violenza sempre più allarmante: spari in strada, finestre colpite, cassonetti e automobili crivellati di proiettili, fino alla minaccia armata a un autista dell’Amat. Segnali di un degrado profondo che non può e non deve essere normalizzato.

Davide Romano, a nome della Compagnia dell’anglo, ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito ai fatto che, ancora una volta hanno turbato la comunità: “Colpire una chiesa non è mai un gesto casuale. È un messaggio intimidatorio rivolto a chi, nel quartiere, prova ogni giorno a costruire relazioni, coscienze e alternative alla logica della violenza. Evidentemente, come ha detto padre Giannalia, il lavoro della Chiesa allo Zen dà fastidio a qualcuno“.

La Compagnia del Vangelo, dunque, si riconosce e rilancia le parole dell’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che ha definito questi atti “segno di debolezza, di grettezza e di sottosviluppo umano”, sottolineando come nessuna intimidazione potrà arrestare l’annuncio del Vangelo e l’impegno di riscatto sociale e culturale nel quartiere.

Giovanni Giannalia, poi, ha rilasciato anche la sua persona dichiarazione su quanto accaduto proprio a seguito degli spari: “Lo Zen non è solo un luogo di emergenza, ma una terra ferita in cui uomini e donne, sacerdoti, educatori, famiglie e volontari resistono quotidianamente. A loro va il nostro sostegno. La risposta agli spari non può essere il silenzio o la rassegnazione, ma una presenza ancora più forte della comunità ecclesiale, delle istituzioni e della società civile”.

Nel tempo in cui Palermo ricorda il 31° anniversario dell’uccisione di don Pino Puglisi, la Compagnia del Vangelo ribadisce che il suo sacrificio continua a interrogare le coscienze: “Don Pino ci ha insegnato che il Vangelo, quando è vissuto fino in fondo, disturba i poteri violenti. Se oggi qualcuno spara contro una chiesa allo Zen, significa che quella testimonianza è ancora viva. Ed è proprio per questo che non possiamo arretrare di un solo passo”.

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redazione

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