02 Gennaio 2026
Etna, colata in Valle del Bove: allerta gialla

Protezione civile al lavoro per la colata lavica attiva in Valle del Bove: doppia riunione in videoconferenza il 1 gennaio 2026, confermato il livello di allerta nazionale giallo. Secondo INGV non ci sono rischi per i centri abitati più vicini; rafforzate vigilanza, accessi e comunicazione ai visitatori.
Doppio vertice del sistema di protezione civile
Catania, 1 gennaio 2026 – Proseguono le attività connesse alla colata lavica attiva in Valle del Bove, sul versante orientale dell’Etna. Nel corso della giornata si sono svolte due riunioni in videoconferenza nell’ambito del sistema di protezione civile.
Confermata l’allerta nazionale gialla
La prima riunione, indetta dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale con la partecipazione di Protezione Civile Regione Siciliana, INGV e CNR, è stata dedicata all’analisi della situazione vulcanologica e degli scenari evolutivi. È stato confermato il livello di allerta nazionale giallo. L’INGV ha evidenziato che, anche con l’attuale alimentazione della colata o con un suo raddoppio, non si configurano scenari di rischio per i centri abitati più prossimi.
Coordinamento territoriale con sindaci e forze sul campo
Alle 18.00 il Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana ha convocato una riunione di coordinamento con i sindaci dei Comuni che hanno adottato ordinanze per la regolamentazione degli accessi. Presenti rappresentanti di Prefettura, Questura, Corpo Forestale regionale, CNSAS e 118. In chiusura è intervenuto anche il Presidente del Parco dell’Etna, al quale è stata richiesta una comunicazione più efficace sui rischi vulcanici e un rafforzamento della segnaletica informativa.
Accessi controllati e vigilanza attiva
È stato confermato l’avvio del cancello sul sentiero di Pietracannone, presidiato dal Corpo Forestale della Regione Siciliana, con vigilanza dinamica da parte della Polizia di Stato.
Nessun pericolo per i centri abitati, ma attenzione alta
Dalle valutazioni tecniche, la colata risulta scarsamente alimentata e non determina alcun pericolo per i centri abitati. La situazione resta comunque sotto monitoraggio costante: eventuali variazioni del flusso saranno valutate tempestivamente e potranno portare a una rimodulazione delle misure di protezione civile.




