30 Dicembre 2025
Controcorrente, proposta a Trantino sulla tassa di soggiorno

Controcorrente presenta una proposta al sindaco Trantino: «A Catania va ridotta la tassa di soggiorno. Misura attuale non è equa per chi lavora in periferia»
Chi ha minore pressione turistica, dovrebbe pagare una tassa di soggiorno diversa da quella che paga una struttura ricettiva in centro. È questa la proposta mandata direttamente al primo cittadino del capoluogo etneo dal Faro 2 del movimento Controcorrente.
«È impensabile – dice l’avvocato Massimo Fiumara, vicecoordinatore regionale del movimento fondato da Ismaele La Vardera – che un turista che spende 15 euro in un campeggio e uno che ne spende 150 in hotel, ad agosto o a gennaio, debbano pagare la stessa tassa di soggiorno».
Da qui lo schema dove viene proposto, all’amministrazione comunale catanese, una rimodulazione della tassa – che solitamente viene incassata dall‘Ente comunale ed è destinata a investimenti in ambito di turismo, manutenzione, utilizzo e recupero dei beni culturali e ambientali e dei relativi servizi pubblici locali – che mira di fatto ad attirare un principio di gradualità.
«Il Faro 2 di Catania – continua Fiumara – ha trasmesso al sindaco Enrico Trantino e all’amministrazione comunale una proposta di rimodulazione della tassa di soggiorno, accompagnata da una relazione illustrativa. Secondo noi, la situazione attuale presenta criticità che riguardano l’equità e la legittimità della stessa. Non rispetta il principio di gradualità in proporzione al prezzo e questo espone il Comune anche a possibili impugnazioni e quindi a possibili ricadute negative sul bilancio comunale».
La proposta, infatti, prevede l’inserimento di un FlexTax Act così che a tutte le tipologie di strutture ricettive, verrà introdotto una reale progressività dell’imposta, con criteri chiari di zonizzazione e con benefici per le aree «a minore pressione turistica», quelle fuori dal centro.
«Un modello simile – conclude Fiumara – è stato adottato a Siracusa e funziona. La base è la classificazione, e se questa non è possibile basta prevedere un’aliquota proporzionale sostenibile del 4% sul netto iva. Siamo anche pronti a un confronto immediato con l’amministrazione, l’urgenza è quella di trovare una soluzione condivisa, così da prevenire il rischio di contenziosi che possano portare a conseguenze negative sulla stabilità finanziaria del Comune».




