30 Dicembre 2025

Assoesercenti, nel 2025 crescono le nuove imprese ma resta la fragilità

Assoesercenti, nel 2025 crescono le nuove imprese ma resta la fragilità

Il sistema imprenditoriale siciliano chiude il 2025 con un saldo complessivamente positivo, invertendo la tendenza negativa dell’anno precedente

Secondo i dati Infocamere, aggiornati al 19 dicembre 2025 e analizzati dal Centro Studi di Assoesercenti, in Sicilia si registra un incremento di oltre 4.300 imprese rispetto al 2024. Si tratta tuttavia di numeri ancora provvisori, poiché molte cessazioni vengono comunicate a fine anno.

Nonostante il dato incoraggiante sul piano generale, il quadro resta critico nei principali settori economici. Commercio, agricoltura, industria e turismo continuano infatti a mostrare segnali di sofferenza, confermando la fragilità del tessuto produttivo regionale.



Nel corso del 2025, oltre il 22% delle nuove imprese si concentra nei settori di commercio, edilizia e agricoltura

Quest’ultima registra un aumento delle iscrizioni pari a +5,6%, ma chiude comunque l’anno con una perdita netta di 1.489 imprese. Il commercio resta il comparto più penalizzato: il saldo tra iscrizioni e cessazioni è negativo per oltre 3.200 imprese, pur evidenziando una riduzione delle chiusure del 36% rispetto al 2024 e un numero di nuove iscrizioni sostanzialmente stabile (+1%).

Segnali positivi arrivano dall’industria, che registra una crescita della natalità imprenditoriale pari a +13,62%, mentre nel turismo le cessazioni diminuiscono di circa il 30% rispetto all’anno precedente.

Dal punto di vista territoriale, Catania e Palermo guidano la classifica sia per numero di nuove imprese sia per cessazioni, rappresentando insieme oltre un terzo del totale regionale. Tuttavia, entrambe le province presentano un saldo positivo tra iscrizioni e chiusure.

Secondo Salvo Politino, presidente di Assoesercenti, i dati vanno interpretati con cautela:


“Il saldo positivo del 2025 è un segnale incoraggiante, ma non indica ancora una reale ripresa del sistema produttivo siciliano. I settori fondamentali continuano a registrare risultati negativi e gran parte della crescita è legata a imprese che, pur iscritte in Camera di Commercio, non hanno ancora avviato l’attività”.

Politino sottolinea inoltre come il commercio resti l’anello più debole dell’economia siciliana, evidenziando il rischio di una crescita solo apparente, che non si traduce in occupazione e sviluppo reale.

Alla luce di questi dati, Assoesercenti ribadisce la necessità di interventi strutturali: riduzione stabile dei costi energetici, miglior accesso al credito per micro e piccole imprese, incentivi fiscali e contributivi per l’occupazione stabile e misure dedicate al commercio di prossimità, per contrastare la desertificazione dei centri urbani. Centrale anche la semplificazione amministrativa, affinché l’aumento delle iscrizioni si traduca in imprese realmente operative.

redazione

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