27 Dicembre 2025
Etna, attività eruttiva in aumento

L’attività eruttiva dell’Etna ha registrato una ulteriore intensificazione nelle ultime 24 ore, secondo quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
I fenomeni principali si sono concentrati ai crateri sommitali, in particolare al Cratere di Nord-Est, dove è proseguita un’attività stromboliana quasi continua.
Durante la notte, l’osservazione è stata ostacolata da una fitta copertura nuvolosa, costantemente illuminata da intensi bagliori. In mattinata, intorno alle 09:00 UTC, con un parziale miglioramento della visibilità, l’attività è aumentata rapidamente, dando origine a fontane di lava alte tra i 150 e i 200 metri accompagnate da una continua emissione di cenere. L’intensità del fenomeno è poi diminuita intorno alle 09:50 UTC, con emissioni più sporadiche.
Nuova bocca eruttiva e flusso lavico verso la Valle del Bove
A partire dalle 06:00 UTC, le immagini delle webcam hanno mostrato emissioni di cenere e vapore da una zona sul lato orientale dell’area sommitale. Successivamente è stato possibile osservare l’apertura di una nuova bocca eruttiva sull’alto fianco orientale del cratere Voragine, dalla quale avrebbe avuto origine un flusso lavico diretto verso l’alta Valle del Bove.
La persistenza della nuvolosità sul versante orientale dell’Etna non consente al momento di definire con precisione l’estensione della colata. Personale INGV-OE è impegnato in un sopralluogo per acquisire dati più dettagliati.
Emissioni di cenere e colonna eruttiva
Dalla mattinata del 26 dicembre, sono state inoltre registrate frequenti emissioni di cenere dalla bocca BN-2 del cratere Bocca Nuova. L’attività complessiva dei crateri sommitali sta generando una colonna eruttiva alta diversi chilometri, costituita prevalentemente da vapore bianco, che si disperde in direzione ovest-sud-ovest. Al momento non si segnalano ricadute di cenere in aree abitate.
Tremore vulcanico e attività infrasonica
L’ampiezza del tremore vulcanico ha proseguito il trend di crescita già segnalato nei precedenti bollettini, raggiungendo valori molto elevati intorno alle 12:00 UTC del 26 dicembre. Dopo una fase di relativa stabilità, nelle prime ore del mattino si sono verificati rapidi incrementi, con valori tipici delle fontane di lava, seguiti da altrettanto rapidi decrementi.
La localizzazione delle sorgenti del tremore rimane concentrata nell’area del Cratere di Nord-Est, a circa 2700 metri di quota. Anche l’attività infrasonica si mantiene elevata, con eventi localizzati prevalentemente al Cratere di Nord-Est e, in misura minore, alla Bocca Nuova.
Monitoraggio costante dell’INGV
L’analisi dati di deformazione del suolo mostra segnali coerenti con la fase eruttiva in corso. L’INGV continua a monitorare costantemente l’evoluzione del fenomeno, fornendo aggiornamenti in tempo reale sull’attività dell’Etna.
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