23 Dicembre 2025

Aci Trezza, 9 anni senza verità sui pescatori scomparsi

Aci Trezza, 9 anni senza verità sui pescatori scomparsi

Sono trascorsi nove anni dalla scomparsa in mare dei pescatori Fabio Giuffrida ed Enzo Cardì, salpati dal porto di Aci Trezza il 23 dicembre 2016 e mai più rientrati, senza che la vicenda sia stata ufficialmente qualificata dalle autorità competenti

Nel pomeriggio di quel venerdì pre-natalizio, Fabio Giuffrida ed Enzo Cardì, entrambi di 38 anni, lasciarono il porto di Aci Trezza a bordo di un motoscafo open bianco di 7 metri con motore da 40 cavalli, diretti verso il tratto di mare tra Agnone Bagni e Brucoli, per una battuta di pesca con il palamito (“u conzu”). Il rientro era previsto per il pomeriggio del 24 dicembre, in tempo per trascorrere la vigilia di Natale con le rispettive famiglie.

La distanza tra Aci Trezza e Brucoli è di circa 19 miglia nautiche, pari a 34-35 chilometri, percorribili in circa 45 minuti con mare non agitato, come confermato dalle condizioni meteo di quel giorno. Tuttavia, dopo l’ultimo contatto telefonico avvenuto intorno alla mezzanotte, di Fabio ed Enzo si sono perse completamente le tracce.



L’unico elemento ufficialmente riscontrato riguarda l’aggancio della cella telefonica dei due smartphone nella zona di mare tra Agnone Bagni e Brucoli

Nessun relitto, nessun corpo, nessun oggetto personale o frammento dell’imbarcazione è mai stato rinvenuto.

Non è mai emerso alcun elemento che faccia pensare a un attracco a terra, né a un naufragio o incidente in mare. Inoltre, i fondali dell’area interessata rientrano in una ZSC – Zona Speciale di Conservazione, soggetta a monitoraggio ambientale costante, che non ha mai restituito alcuna traccia riconducibile ai due pescatori.

Il tratto di mare tra Agnone Bagni e Brucoli è noto per essere attraversato da attività illecite e operazioni militari

I fondali sono ricchi di reperti archeologici, spesso oggetto di saccheggi organizzati, anche di matrice mafiosa e ’ndranghetista. Nella zona di Brucoli sono inoltre in corso indagini archeologiche subacquee legate all’ipotesi di un’origine siciliana dei Bronzi di Riace, ma nessun ritrovamento è stato collegato alla scomparsa del 2016.

La stessa area è tristemente nota anche per traffici di droga e armi. Resta quindi aperto l’interrogativo se Fabio ed Enzo possano essersi trovati, loro malgrado, nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Dal punto di vista istituzionale

Il tratto di mare è fortemente caratterizzato dalla presenza della Marina Militare italiana, con l’Arsenale Militare Marittimo di Augusta (MARINARSEN) e il Comando Stazione Navale (MARISTANAV Augusta), strutture che supportano anche esercitazioni NATO, rendendo l’area intensamente trafficata e militarizzata. Neppure da questo ambito sono mai giunte risposte o riscontri ufficiali.

A distanza di nove anni, i familiari attendono ancora verità e giustizia. La Guardia Costiera e la Capitaneria di Porto di Augusta non hanno mai formalmente qualificato la scomparsa in mare di Fabio Giuffrida ed Enzo Cardì.

Un pensiero e un forte abbraccio alla famiglia di Fabio, che in questi lunghi anni di dolore ha continuato a lottare per non spegnere la speranza e per mantenere viva la memoria di una verità ancora negata.

Ultimo aggiornamento

Orazio Vasta

Orazio Vasta