20 Dicembre 2025

De Caudo (Cgil): «A Catania serve un patto per il lavoro»

De Caudo (Cgil): «A Catania serve un patto per il lavoro»

L’anno che si chiude lascia a Catania un quadro ancora critico sul fronte occupazionale. Il tasso di disoccupazione resta elevato al 12,5%, senza segnali di inversione strutturale nel corso del 2025

Secondo gli ultimi dati Istat, i disoccupati sono circa 47 mila, mentre il tasso di inattività raggiunge il 46,1%.

Parte da questi numeri l’analisi del segretario generale della Cgil di Catania, Carmelo De Caudo, che indica come priorità per il 2026 l’avvio di un tavolo istituzionale permanente: un vero patto per il lavoro che coinvolga Comune, Regione, imprese e parti sociali.



Il 2025 è stato segnato anche da mobilitazioni e vertenze, con una forte attenzione ai temi internazionali. La Cgil di Catania ha sostenuto le iniziative per la Palestina e aderito alla Global Flotilla. “Lo sciopero generale del 3 ottobre, con quasi 20 mila persone in piazza, ha dimostrato il legame tra richiesta di pace, diritto al dissenso e condizioni di lavoro”, sottolinea De Caudo.

Grave il bilancio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro:

secondo i dati Inail, a Catania si contano 13 morti sul lavorodall’inizio dell’anno. Un quadro che, per la Cgil, non trova risposte adeguate nel nuovo ddl sulla sicurezza, giudicato insufficiente rispetto a un’emergenza ormai strutturale.

Guardando al 2026, il sindacato annuncia nuove battaglie, a partire dalla campagna per il NO al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, con la nascita del Comitato referendario anche a Catania. Centrale anche il tema della sanità pubblica, con la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare a difesa di un sistema universale, a fronte di liste d’attesa e pronto soccorso sovraffollati.

Sul fronte dello sviluppo, De Caudo richiama l’attenzione sugli annunci regionali relativi ai 100 milioni per la viabilità industriale, di cui 50 destinati a Catania

“Servono tempi certi, una cabina di regia e scelte politiche coerenti”, avverte. La zona industriale, le Zes e la vocazione ICT del territorio possono diventare una leva reale solo con infrastrutture adeguate e regole chiare.

Preoccupano anche scuola e trasporti: a Catania un giovane su quattro abbandona gli studi prima del diploma, mentre la metropolitana incompleta, i collegamenti con Fontanarossa e la mancanza di parcheggi scambiatori continuano a pesare sulla mobilità. Torna inoltre il tema della nuova tangenziale, considerata strategica per il Sud-Est siciliano.

Infine l’industria. La Cgil chiede certezze sui 5 miliardi annunciati da STMicroelectronics, legati a nodi cruciali come l’approvvigionamento idrico e la tutela occupazionale di oltre 5.300 addetti. Preoccupano anche i settori farmaceutico, tessile, la 3SUN Gigafactory e il futuro del Servizio Idrico Integrato.

“Il 2026conclude De Caudo – deve essere l’anno delle scelte. Senza un confronto stabile e un vero patto per il lavoro, Catania rischia di restare ferma”.

redazione

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