13 Dicembre 2025

Dal carcere in videochiamata la richiesta di estorsione alla Cosedil

Dal carcere in videochiamata la richiesta di estorsione alla Cosedil

Messina, tentata estorsione a un cantiere del risanamento a Fondo Fucile della Cosedil. La richiesta di 250 mila euro avanzata in videochiamata dal carcere.


Un tentativo di estorsione ai danni di un cantiere del risanamento cittadino è fallito grazie alla denuncia immediata e all’intervento dei carabinieri. L’episodio si è verificato nei primi giorni di dicembre nell’area di Fondo Fucile, in via Socrate, dove sono in corso i lavori affidati all’impresa catanese Cosedil.



Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un emissario del racket si è presentato nel cantiere avanzando una richiesta estorsiva di 250 mila euro, finalizzata a garantire una presunta “tranquillità” dei lavori. La pretesa sarebbe stata accompagnata da una minaccia gravissima, quella di far saltare tutto in aria in caso di rifiuto. La richiesta non è stata formulata direttamente, ma attraverso una videochiamata, durante la quale un interlocutore, qualificatosi come messinese, avrebbe ribadito l’importo.

Dopo l’allontanamento dell’uomo, che aveva annunciato un nuovo contatto a breve, i responsabili del cantiere hanno deciso di rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine. Le indagini sono state assunte dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Messina, che ha predisposto un servizio di osservazione.

Nel pomeriggio, un minorenne si è presentato sul posto a bordo di un motorino per riprendere i contatti. Anche in questa circostanza è stata utilizzata una videochiamata multipla, durante la quale due adulti hanno rilanciato la richiesta di denaro, pronunciando ulteriori minacce, ignari di parlare con un ufficiale dell’Arma in abiti civili.

Le indagini, coordinate dalla pm Alice Parialò, hanno portato al sequestro dei telefoni cellulari e alla ricostruzione dei collegamenti. È emerso che i due soggetti adulti coinvolti avrebbero agito dall’interno di istituti penitenziari, utilizzando telefoni cellulari nonostante fossero detenuti per altri procedimenti. È risultato inoltre che il primo emissario fosse già sottoposto agli arresti domiciliari.

Al termine della prima fase investigativa sono stati identificati tre maggiorenni e un minorenne. I tre adulti, tutti messinesi, risultano indagati per tentata estorsione: il 24enne Giovanni Aspri, ritenuto autore del primo approccio, e i detenuti Salvatore Maiorana, 33 anni, e Giuseppe Surace, 39 anni, che avrebbero partecipato alle minacce dalle carceri di Palermo e Agrigento.

Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.