12 Dicembre 2025

Carabiniere prosciolto ma è crisi familiare ed economica

Carabiniere prosciolto ma è crisi familiare ed economica

Carabiniere prosciolto in sede penale, la moglie chiede chiarimenti: interviene l’avvocato Giovanni Magrì

Una vicenda che intreccia profili giudiziari, amministrativi e familiari è stata portata all’attenzione pubblica dall’avvocato Giovanni Magrì, del Foro di Enna, legale della signora Joena Consuelo Arnone, cittadina agrigentina e moglie di un militare dell’Arma dei Carabinieri.

Secondo quanto ricostruito dal legale, il marito della donna ha ottenuto un proscioglimento in sede penale, ma successivamente sarebbe stato coinvolto in un procedimento disciplinare con conseguenze che la difesa ritiene meritevoli di chiarimento.



Il procedimento penale

Il militare prestava servizio presso il Comando Compagnia dei Carabinieri di Agrigento fino al 2019, quando venne coinvolto in un’indagine per ipotesi di reato in concorso, relative agli articoli 416, 319 e 56-386 del Codice penale.

«L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento – sezione criminalità organizzata – spiega l’avvocato Magrì – si è conclusa dopo circa quattro anni con una richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, accolta dal Giudice per le indagini preliminari perché il fatto non sussiste».

Un esito che, dal punto di vista penale, ha quindi definito la posizione del militare.

Gli sviluppi amministrativi

Nonostante la conclusione del procedimento penale, riferisce la difesa, il carabiniere sarebbe stato destinatario di provvedimenti di natura disciplinare, con conseguente trasferimento presso altra sede.

«Sotto il profilo giuridico-amministrativo – osserva l’avvocato Magrì – si tratta di una situazione che, a nostro avviso, richiede un’attenta valutazione, anche alla luce delle norme che regolano i rapporti tra giudizio penale e procedimento disciplinare. Le nostre sono valutazioni difensive, che restano nell’alveo del confronto giuridico».

Le ricadute sulla famiglia

Oltre agli aspetti formali, la vicenda ha avuto, secondo quanto riferito, importanti ricadute sul piano familiare. La distanza dal luogo di residenza avrebbe inciso sull’equilibrio del nucleo, composto dalla coppia e da tre figli.

«Uno dei figli è affetto da diabete di tipo 1 – sottolinea il legale – e questo rende particolarmente delicata la gestione quotidiana. La signora Arnone si è trovata a sostenere gran parte del carico familiare, anche sul piano economico».

Una situazione che la donna definisce di forte difficoltà e che l’ha spinta a chiedere un confronto con i vertici territoriali dell’Arma.

La richiesta di un incontro istituzionale

Attraverso il proprio legale, la signora Arnone ha chiesto un incontro istituzionale con l’attuale comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, con l’obiettivo di rappresentare le difficoltà vissute dalla famiglia e comprendere se vi siano spazi di chiarimento amministrativo.

«Non si tratta di una richiesta polemica – precisa l’avvocato Magrì – ma della volontà di instaurare un dialogo istituzionale, nel pieno rispetto dei ruoli, per rappresentare una situazione umana particolarmente complessa».

Secondo quanto riferito, la richiesta sarebbe stata gestita tramite canali intermedi e non avrebbe ancora ricevuto un riscontro diretto.

Le intenzioni della famiglia

La signora Arnone, assistita dal proprio legale, fa sapere di voler proseguire nelle forme consentite dall’ordinamento, anche rendendo pubblica la propria vicenda per richiamare l’attenzione delle istituzioni.

«Resta ferma – conclude l’avvocato Magrì – la piena fiducia nella magistratura e nelle istituzioni. L’auspicio è che la vicenda possa essere valutata con attenzione anche sotto il profilo umano, nel rispetto delle competenze di ciascuno».

Salvo Giuffrida

Salvo Giuffrida

Salvatore Giuffrida (OdG Sicilia N^ 171391). Classe 1970 giornalista (ex chimico). Il mio motto: “Seguire ma mai inseguire”.