08 Dicembre 2025

Il lavoro era falso, 20enne truffata

Il lavoro era falso, 20enne truffata

Catania, 20enne truffata dopo annuncio di lavoro on-line: denunciato 33enne per raggiro, individuato grazie ai pagamenti e ai social

 

Da un semplice annuncio online alla promessa di un impiego, una 20enne catanese si è ritrovata senza lavoro e con 392 euro in meno.
La giovane, nel mese di ottobre, ha ricevuto una telefonata da un numero sconosciuto: l’interlocutore sosteneva di avere “un lavoro perfetto per lei” e le ha dato appuntamento in piazza Michelangelo Buonarroti, chiedendole di portare 100 euro in busta chiusa.



Convinta dall’occasione, la vittima ha consegnato la somma a un uomo che le ha spiegato di dover pagare un presunto commercialista con studio nella piazza. Poco dopo, la giovane ha ricevuto altre telefonate in cui le veniva chiesto ulteriore denaro per l’acquisto di marche da bollo.
Così ha inviato complessivamente 46 euro, poi 82 euro e tre volte 40 euro, sempre tramite un’app di pagamento.

L’interlocutore, sostenendo di non aver ricevuto i soldi, l’ha indotta a ripetere i trasferimenti, ottenendo altri 90 euro. Presa dai dubbi, la 20enne è tornata in piazza Michelangelo e ha scoperto che non esisteva alcuno studio di commercialista. Ha richiamato l’uomo, che ha “rilanciato” promettendo la restituzione del denaro, promessa mai rispettata.

A quel punto la vittima si è rivolta ai Carabinieri, presentando denuncia.

 Le indagini: dal numero di telefono al volto dell’indagato

Gli investigatori hanno avviato subito gli accertamenti, scoprendo che i pagamenti erano collegati a un numero di cellulare e non a un IBAN.
Reinserendo il numero nell’app, la giovane ha ottenuto il nome dell’intestatario, permettendo ai militari di avviare le verifiche.

Le ricerche sui social network hanno consentito di individuare il profilo dell’uomo, riconosciuto dalla vittima come lo stesso al quale aveva consegnato i 100 euro in piazza.
La ragazza aveva inoltre notato l’auto dalla quale l’uomo era sceso: marca e modello coincidevano con quelli di un veicolo intestato al sospettato.

Ulteriori controlli hanno confermato la corrispondenza tra la foto del profilo social e quella presente negli archivi delle Forze dell’Ordine.
Il numero utilizzato per le telefonate è risultato intestato a un familiare, ma in uso al soggetto identificato.

 La denuncia

Sulla base degli indizi raccolti — da verificare in sede giurisdizionale — e ferma restando la presunzione di innocenzafino a condanna definitiva, i Carabinieri hanno deferito un 33enne catanese all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa.

redazione

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