05 Dicembre 2025
Spaccio a San Giovanni Galermo, scattano le manette

Catania, vasta operazione “L’Angolo”: 35 misure cautelari per un’organizzazione attiva in sette piazze di spaccio a San Giovanni Galermo
Oltre cento Carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito all’alba una maxi operazione antidroga, denominata “L’Angolo”, coordinata dalla Procura di Catania e dalla Procura per i Minorenni. L’indagine ha portato all’emissione di 35 misure cautelari da parte del GIP del Tribunale etneo:
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17 custodie cautelari in carcere,
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14 arresti domiciliari,
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4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le misure riguardano soggetti raggiunti da gravi indizi di colpevolezza, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuali condanne definitive, nell’ambito di una fitta attività di detenzione e spaccio di marijuana, cocaina e cracksu sette piazze di spaccio nel quartiere San Giovanni Galermo, in particolare nella zona di via Capo Passero.
L’operazione prende il nome proprio dal soprannome attribuito alla principale piazza di spaccio individuata dagli investigatori.
Le misure cautelari: 35 provvedimenti, cinque indagati ancora ricercati
Custodia cautelare in carcere per:
ARENA Alessandro (1989); ARENA Rosario (1974); BAGLI Francesco (1989); D’AMICO Samuel (2003); DI MAURO Simone (1998); DISTEFANO Francesco Pio Giuseppe (2000); LA PIANA Vincenzo (1961); PILLERA Antonino (1996); RUNGO Pietro Cristian (2000); RUSSO Alessandro (1992); SAPUPPO Gianluca (1999); SARANITI Antonino Orazio (2003);
SCHABANI Aila (1973); TEMPERA Santo (2001); VITALE Vito (2001).
Arresti domiciliari per:
BERTOLO Jonathan Giuseppe (2004); CUTUGNO Angelo (1993); DE FAZIO Gabriele (2002); DI PASQUALE Francesco (1995); GARDALI Marco (1996); LO FARO Giuseppe Antonio (2001); MANITTA Ignazio (1983); MUSUMECI Dany Giosuè (2005); ORATORE Vincenzo Dario (1988); PRIVITERA Giuseppe (1997); STELLA Antonino Francesco “Nino” (1991); VITAGLIONE Vincenzo (2000).
Obbligo di presentazione alla P.G. per:
BARBAGALLO Simone (2003); CANTE Giosuè (2000); KHALKHAI Abdelmalik (2004); ROSSELLO Riccardo (2004).
Per altri cinque indagati sono in corso ricerche.
Un’organizzazione strutturata: turni h24, “capo turno” e vedette col ricetrasmittente
L’indagine – partita dai Carabinieri della Stazione di Sant’Agata Li Battiati – ha ricostruito un sistema di spaccio altamente organizzato e operativo 24 ore su 24 per 7 giorni alla settimana, indipendentemente dal maltempo.
Ogni turno prevedeva un responsabile, il cosiddetto “patrozzo”, incaricato di coordinare l’attività della piazza di spaccio, verificare la disponibilità delle dosi e garantire la continuità operativa.
Intorno a lui agivano diverse vedette, pronte ad avvisare, anche mediante ricetrasmittenti, dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Durante l’indagine, tre indagati avrebbero continuato a spacciare nonostante fossero agli arresti domiciliari per reati analoghi.
Riscontri sul campo: arresti, sequestri e 38 segnalazioni di consumatori
La fase investigativa è stata supportata da significativi riscontri oggettivi:
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2 arresti in flagranza per detenzione ai fini di spaccio,
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sequestri di droga, denaro e materiali per il confezionamento,
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38 segnalazioni amministrative nei confronti di acquirenti di sostanze stupefacenti.
Coinvolti anche minorenni: quattro misure già eseguite a novembre
Parallelamente, la Procura per i Minorenni – in costante coordinamento con la Procura ordinaria – aveva già eseguito il 17 novembre ulteriori provvedimenti cautelari:
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3 collocamenti in Istituto Penale Minorile,
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1 collocamento in comunità,
nei confronti di quattro giovani minori all’epoca dei fatti, ritenuti parte della stessa rete di spaccio.
Un’operazione ad alto impatto sul territorio
L’intervento – che ha visto in campo oltre 100 Carabinieri del Nucleo Investigativo, delle Compagnie di Catania e Augusta, del Nucleo Radiomobile (API), dei Cinofili di Nicolosi, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia” e del 12° Nucleo Elicotteri – rappresenta una delle più vaste operazioni degli ultimi mesi nel territorio etneo.
L’inchiesta prosegue per definire il ruolo dei singoli indagati e l’ampiezza dell’organizzazione.
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