05 Dicembre 2025
Corruzione e truffa: arrestato ex primario a Messina

Messina, concussione, corruzione e truffa aggravata: ai domiciliari l’ex primario Francesco Stagno d’Alcontres
Concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa aggravata ai danni dello Stato. Sono questi i reati contestati al centro della vasta indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina che questa mattina ha portato all’esecuzione di misure cautelari da parte dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
Il principale indagato è Francesco Stagno d’Alcontres, già primario dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica del Policlinico Universitario “G. Martino” di Messina, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale peloritano. Misure interdittive dall’esercizio della professione sanitaria, per 12 mesi, sono state applicate anche a due sue collaboratrici.
L’inchiesta: contributi economici in cambio degli appalti
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e della Sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri, Stagno d’Alcontres – allo stato delle indagini – avrebbe abusato del proprio ruolo pubblico per ottenere contributi economici da diverse aziende farmaceutiche in rapporto di appalto con il Policlinico.
Le aziende, fornitrici di prodotti medicali utilizzati nel reparto di chirurgia plastica, avrebbero versato somme di denaro sotto forma di sponsorizzazioni, iscrizioni, pernotti e cene sociali in occasione di un congresso scientifico organizzato lo scorso anno in una nota località turistica del Messinese, di cui l’ex primario era responsabile scientifico.
L’ammontare complessivo dei contributi, emerso dall’analisi della documentazione contabile della società organizzatrice, supererebbe i 700 mila euro.
Le somme sarebbero state ottenute – secondo l’accusa – sia tramite richieste dirette, sia, in alcuni casi, attraverso pressioni e minacce rivolte ai fornitori, prospettando facilitazioni nei rinnovi degli appalti o, al contrario, il rischio di comprometterne la prosecuzione.
L’alterazione delle presenze e l’attività privata
Oltre ai reati di corruttela, per Stagno d’Alcontres è stata formulata anche l’ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato. Il medico avrebbe infatti alterato i sistemi di rilevamento presenze per risultare in servizio mentre, secondo gli investigatori, era impegnato in attività professionali private.
Per la stessa contestazione è stata denunciata anche una dirigente medico, stretta collaboratrice dell’ex primario, accusata di aver svolto attività sanitaria esterna in violazione dell’obbligo di esclusività previsto dal contratto con l’Azienda Ospedaliera Universitaria.
Professione abusiva in clinica privata
L’inchiesta ha inoltre fatto emergere un ulteriore episodio contestato all’ex primario: Stagno d’Alcontres avrebbe permesso a un’ostetrica di esercitare abusivamente la professione di infermiera di sala operatoria in una clinica privata, dove è richiesto un titolo specifico.
Pericolo di inquinamento probatorio e sequestri
Il GIP ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex primario rilevando un concreto rischio di inquinamento probatorio, considerata la capacità dell’indagato di influenzare la rete relazionale costruita negli anni. Per le due collaboratrici sono stati applicati 12 mesi di interdizione dall’attività sanitaria.
Contestualmente, sono stati eseguiti sequestri preventivi:
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48 mila euro nei confronti di Stagno d’Alcontres, quale presunto profitto dei reati di corruzione e truffa aggravata;
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9.700 euro nei confronti della dirigente medico, ritenuti provento della truffa legata all’indennità di esclusività non rispettata.
Le indagini proseguono per delineare il coinvolgimento delle aziende farmaceutiche e di eventuali ulteriori figure professionali gravitando nel settore della chirurgia plastica.
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