05 Dicembre 2025

Clan Cappello-Bonaccorsi: sigilli ai beni di Giuseppe Vitale

Clan Cappello-Bonaccorsi: sigilli ai beni di Giuseppe Vitale

Catania, sequestro da 300mila euro al contiguo al clan Cappello-Bonaccorsi: sigilli ai beni di Giuseppe Vitale

Nel quadro delle attività della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania finalizzate a colpire i patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno eseguito un decreto di sequestro antimafia nei confronti di Giuseppe Vitale, classe ’69, ritenuto contiguo al clan Cappello-Bonaccorsi.

Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, riguarda beni per un valore complessivo di oltre 300 mila euro, tra cui un immobile situato nel capoluogo etneo, denaro contante e due ditte individuali operanti nei settori bar e somministrazione alimenti e bevande, tra cui il locale “Caffè in Piazza”.



La condanna nell’operazione “Slot Machine”

Giuseppe Vitale era già stato condannato nell’ambito dell’operazione “Slot Machine”, condotta dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, per una serie di reati aggravati dall’avere agevolato il clan Cappello-Bonaccorsi:

  • traffico organizzato di sostanze stupefacenti,

  • autoriciclaggio,

  • intestazione fittizia di beni.

L’inchiesta aveva fatto emergere l’esistenza di un’organizzazione criminale diretta proprio dai fratelli Vitale — Giuseppe, Franco, Fabio e Santo — che nel periodo 2018-2020 avrebbero gestito un vasto traffico di cocaina, marijuana e hashish, fungendo da grossisti per le piazze di spaccio del territorio etneo.

34 kg di cocaina, 400 kg di marijuana e hashish, 11mila piante di cannabis

Il monitoraggio investigativo aveva portato, in diverse operazioni, all’arresto in flagranza di sette soggetti e al sequestro di ingenti quantitativi di droga:

  • 34 kg di cocaina,

  • 400 kg tra marijuana e hashish,

  • 11.000 piante di cannabis,

  • oltre 38 proiettili calibro 9.

Parallelamente, erano state acquisite evidenze del reinvestimento dei proventi illeciti in attività economiche lecite, nel tentativo di eludere le misure di prevenzione patrimoniali.

Custodia cautelare e maxi-sequestro nel corso dell’indagine

Sulla base del quadro indiziario, il GIP aveva già disposto la custodia cautelare in carcere per 21 persone, gravemente indiziate di associazione mafiosa, traffico di droga con metodo mafioso, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e detenzione di munizioni.

In quella fase erano stati sequestrati:

  • 11 attività economiche,

  • 13 immobili tra fabbricati e terreni,

  • 50 rapporti finanziari e depositi.

Sproporzione patrimoniale e nuovo sequestro

Ultimo tassello dell’indagine è l’approfondito accertamento economico-finanziario condotto dalla Guardia di Finanza nei confronti di Giuseppe Vitale. Gli accertamenti hanno evidenziato una sproporzione significativa tra i beni nella sua disponibilità e i redditi dichiarati, ritenuti di modesta entità.

Alla luce degli elementi raccolti, su proposta della Procura, il Tribunale di Catania ha disposto il sequestro di prevenzione di:

  • un immobile a Catania,

  • somme in denaro contante,

  • il bar “Caffè in Piazza”,

  • una ditta di somministrazione alimenti e bevande.

Valore stimato: oltre 300 mila euro.

Obiettivo: colpire il potere economico delle mafie

L’operazione si inserisce nelle strategie di contrasto patrimoniale della Procura e della Guardia di Finanza, mirate a impedire che i clan reinvestano i proventi delle attività criminali nell’economia legale, con conseguente rischio di inquinamento del tessuto imprenditoriale sano del territorio.

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redazione

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