02 Dicembre 2025
Palermo, appalti truccati, 12 indagati per gare da 200 milioni

A Palermo misure cautelari per 12 indagati, tra manager e imprenditori, per corruzione e gare d’appalto pilotate da oltre 200 milioni. Sequestrati 47mila euro.
I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali e reali, disposta dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo dopo i previsti interrogatori preventivi, nei confronti di 12 indagati per corruzione e turbativa d’asta.
Tutti i soggetti coinvolti sono stati colpiti da misure interdittive: per cinque è scattato il arresto domiciliare, mentre uno è sottoposto all’obbligo di firma.
Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza sotto la direzione della Procura di Palermo, hanno fatto emergere un presunto sistema di malaffare legato alla gestione di gare d’appalto del valore complessivo di oltre 200 milioni di euro, bandite da alcune tra le principali strutture sanitarie della Regione.
Il quadro investigativo delineerebbe un articolato network di manager pubblici, imprenditori, professionisti e faccendieri implicati nella manipolazione delle procedure di aggiudicazione. Tra le condotte contestate figurano:
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anticipazione e scambio illecito di documenti di gara;
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rivelazione di informazioni riservate delle stazioni appaltanti;
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predisposizione di capitolati e disciplinari tecnici con l’intervento diretto delle imprese favorite.
Gli inquirenti avrebbero inoltre ricostruito accordi corruttivi basati su tangenti di importo proporzionale al valore delle commesse, spesso camuffate da fittizie consulenze. Nel corso delle indagini sono state documentate diverse consegne di denaro contante: 47.820 euro, poi sequestrati preventivamente dal G.I.P.
Dalle intercettazioni emergerebbe l’uso di un linguaggio criptico, con riferimenti a generi alimentari per indicare le tangenti. Beneficiario delle somme, secondo gli atti, sarebbe stato un noto professionista palermitano, già titolare di importanti incarichi pubblici e ritenuto dagli investigatori fulcro del sistema corruttivo.
L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza e della Procura di Palermo nel contrasto alle forme di corruzione che alterano la concorrenza, penalizzano gli operatori onesti e aumentano i costi dei servizi pubblici.
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